Troppe multe nei Parchi di Nervi, diffidate le guardie zoofile

Quasi 300 firme per chiedere provvedimenti verso un comportamento ritenuto eccessivo e sanzioni troppo frequenti, soprattutto verso i padroni dei cani. E il Municipio avvia l'iter per revocare la concessione della sede

Alcuni lo hanno definito accesso di zelo, altri vero e proprio accanimento. Fatto sta che per le Guardie Zoofile Ambientali dell’associazione Una (Uomo Natura Animali) è scattata la diffida ed è partito l’iter per la revoca della concessione dei locali di piazza Duca degli Abruzzi, a Nervi, in cui hanno la sede.

La decisione è stata presa dal Municipio Levante con una lettera inviata nei giorni scorsi in cui si fa presente che «sono pervenute numerose lamentale in ordine alle modalità con cui codesta associazione esercita l’attività di accertamento, contestazione e sanzione degli illeciti amministrativi e penali in materia di animali e ambiente».

Tradotto, le guardie zoofile avrebbero staccato un po’ troppo multe verso i padroni dei cani, manifestando ben poca tolleranza nei confronti di chi li porta nei Parchi senza guinzaglio, finendo per spingere decine di persone (278, secondo il Municipio) a firmare una lettera arrivata sul tavolo del presidente del Municipio, Francesco Carleo, che alla fine ha optato per la diffida.

«Frequentatori dei Parchi di Nerd lamentano che si sarebbe instaurato un clima di “terrore e disagio” - scrive il Municipio attraverso la direttrice della Gam - dovuto alla gestione dell’attività di controllo che il Nucleo Guarfcie Zoofile esercita nei Parchi». La richiesta è quindi di «cessare i comportamenti contestati», e di replicare entro 10 giorni dalla ricezione della lettera. Che sancisce anche l’avvio del procedimento per la revoca degli uffici di via Duca degli Abruzzi. Alla base della decisione non ci sarebbero tanto le multe, quanto un atteggiamento che per i firmatari della lettera sarebbe eccessivamente duro e intransigente nei confronti di chi frequenta il parco, che nelle ultime settimane è spesso balzato agli onori della cronaca proprio per il modo in cui viene vissuto, per alcuni ritenuto poco rispettoso: partite di calcio e bivacchi su prati appena seminati, biciclette lanciate ad alta velocità sui sentieri, lettini da spiaggia posizionati nel roseto, e ovviamente anche cani lasciati scorrazzare liberi tra le aiuole.

«Il Municipio non è affatto ovviamente contro la legalità né contro le multe per chi viola la legge - spiega l’assessore municipale Federico Bogliolo - Noi non abbiamo comunque il potere di impedire le multe, visto che le guardie zoofile rispondono al prefetto. Però ci sono arrivate segnalazioni e una raccolta firme sull’atteggiamento apparentemente poco equilibrato di alcune guardie, non tutte ovviamente. Il presidente Carleo ha tentato di chiedere spiegazioni prima in autunno, poi a inizio anno nuovo è ancora una volta la settimana scorsa, un incontro cui hanno partecipato anche i rappresentanti delle padroni dei cani. Non è stato possibile chiarire, e a seguito di questo la dottoressa Gallo, direttrice della Gam, ha fatto partire la lettera di diffida per chiedere ufficialmente spiegazioni entro 10 giorni. Solo in caso di rifiuto partirebbe l’iter per la risoluzione del contratto di locazione dei locali in cui le guardie zoofile hanno sede».

Le lettera ha prevedibilmente scatenato una bufera di polemiche, separando chi ritiene che il lavoro delle Guardie Zoofile sia sacrosanto, e che siano i padroni dei cani a comportarsi irrazionalmente chiedendo un trattamento di favore, e chi invece invoca maggiore tolleranza verso animali e padroni che frequentano i Parchi di Nervi (dove, ricordiamo, è di fatto vietato portare i cani senza guinzaglio e non raccogliere le deiezioni).

L’ex assessore municipale Michele Raffaelli ha già annunciato l’intenzione di chiedere spiegazioni sia al prefetto (cui le guardie zoofile rispondono) sia all’attuale presidente del Municipio: «Se le Guardie hanno sbagliato, devono essere richiamate e punite, se hanno elevato verbali scorretti, vanno cancellati se così non è vanno supportati e vanno fatte tutte le azioni per una parallela "cultura del vivere gli spazi pubblici».

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