Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

La giornata indimenticabile di Papa Francesco a Genova

La visita del Pontefice è durata circa 12 ore, tanto intense quanto emozionanti. E la macchina di soccorsi e sicurezza ha funzionato senza incepparsi: ecco il bilancio di un sabato che passa alla storia

Una giornata indimenticabile per tutti coloro che l’hanno vissuta. Nel bene e nel male: la visita di Papa Francesco a Genova ha lasciato il segno in città, non soltanto nei cuori di chi è riuscito ad avvicinarsi abbastanza da stringergli la mano e ricevere un sorriso o un saluto, ma anche per chi ha vissuto in prima persona le tante misure adottate per garantire la sicurezza del Pontefice e delle migliaia di fedeli arrivati nel capoluogo ligure per partecipare alla messa conclusiva in piazzale Kennedy, o anche soltanto per vederlo passare a bordo della Papamobile.

In particolare, i più “penalizzati” dal piano adottato da Prefettura e forze dell’ordine sono stati i residenti e i lavoratori della Foce, che già da giovedì hanno dovuto fare i conti con una raffica di divieti di sosta e strade chiuse, così come automobilisti e scooteristi che, non muovendosi in tempo per spostare i propri mezzi nelle zone contrassegnate dai divieti, se li sono ritrovati a Belvedere Pomodoro, a Quarto, o poco distante dal casello di Genova Ovest, negli spazi in cui la Municipale ha portato i veicoli rimossi.

Rivivi la giornata di Papa Francesco tappa per tappa

Disagi che per la maggior parte dei genovesi hanno accettato di buon grado, sopratutto dopo avere visto quanto calore e partecipazione Francesco ha messo nella sua visita: dalla tappa all’Ilva, dove ha conquistato i lavoratori parlando della necessità di garantire il lavoro a tutti, a quella al Santuario della Guardia, dove migliaia di giovani lo hanno ascoltato con un sorriso consigliare loro di «andare a missionare» senza mai perdere la speranza per il futuro, passando per il discorso-monito fatto ai religiosi nella cattedrale di San Lorenzo e l’abbraccio ai piccoli pazienti ricoverati al Gaslini e ai loro genitori, il Papa è stato una star. 

E come ogni star che si rispetti, ad attenderlo in piazzale Kennedy, nell’area in cui è stato allestito il mega palco per la messa, c’erano quasi 100mila persone, che già dalle prime ore della giornata si sono dirette verso la Foce per prendere posto sulle sedie o in piedi, incuranti del sole e delle alte temperature. Che hanno però avuto qualche conseguenza: una trentina di persone, soprattutto anziani e bambini, hanno accusato malori dovuti al caldo, e la metà sono state accompagnate in ospedale per le cure del caso, mentre le altre sono state soccorse sul posto dai volontari della Croce Rossa e del 118 che hanno presidiato la zona per tutta la giornata. 

Nel pomeriggio, inoltre, a poco più di un’ora dall’inizio della messa, le 100mila bottigliette d’acqua offerte dagli sponsor sono terminate, ed è stato necessario far arrivare l’autobotte da 5mila litri per evitare ulteriori malori dovuti all’assenza di acqua. 

In particolare, al Pronto soccorso dell’ospedale San Martino, dove era stata allestita l’unità di crisi, si sono registrati complessivamente 117 accessi, di cui 15 strettamente legati alla visita del Pontefice: 13 pellegrini fortemente provati dal caldo, uno in codice giallo vittima di un malore e un altro in codice verde con un trauma cranico a seguito di una caduta. L’uomo stava infatti cercando di vedere il Papa dall’alto in via V maggio quando una ringhiera ha ceduto facendolo precipitare per alcuni metri.

La Regione ha reso noto che negli ambulatori mobili del 118 dislocati in città sono transitati 99 pellegrini, di cui 86 gestiti localmente e 13 trasferiti in ospedale, tutti con lievi malori legati alle condizioni climatiche. In relazione alla visita del Papa, la Centrale del Numero Unico 112 ha ricevuto 42 chiamate, di cui 14 per interventi sanitari e 28 per informazioni: «Il Piano sanitario ha funzionato», ha detto soddisfatta l’assessora regionale alla Sanità, Sonia Viale. 

Tutto regolare anche dal punto di vista della sicurezza: nella zona “rossa” di piazzale Kennedy non si sono registrati allarmi o situazioni particolarmente pericolose né prima, né durante né dopo la visita del Papa, e sia l’esodo in entrata attraverso i varchi sia quello in uscita verso bus e treni, considerato uno dei momenti più critici, è filato liscio.

Genova, insomma, ha accolto Francesco in maniera esemplare: sotto un cielo terso, con una leggera brezza che spirava dal mare, tra migliaia di persone arrivate per riuscire anche solo a catturare il suo sguardo per qualche istante. Gli ha mostrato tutte le sue bellezze, ricordato con un pizzico di nostalgia  le sue origini da emigrante con il porto e “Ma se ghe pensu” cantata dal coro Monte Cauriol, e poi lo ha riaccompagnato verso casa, lasciandogli lo stesso ricordo indelebile che ha lasciato lui:  «Un grande saluto ai genovesi, e un grande grazie per l’accoglienza che mi hanno riservato ieri», sono state le parole che ha pronunciato domenica mattina durante il Regina Coeli in piazza San Pietro.

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