Cronaca Sturla / Via Giovanni Maggio

Ex ospedale di Quarto, pronti gli interventi per restituirlo alla città

Oltre 47mila metri quadri trasformati in un polo pubblico-privato: da un lato edilizia residenziale, dall'altro servizi sociali e culturali per il Comune

Sembra ormai tutto pronto per il recupero dell’ex ospedale psichiatrico di Quarto, un progetto ambizioso che mira a trasformarlo in un polo pubblico-privato: la giunta comunale ha approvato in mattinata uno dei due Progetti Urbanistici Operativi (Puo)che dettano le linee guida per gli interventi, quello della Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare Spa, l’ente proprietario della parte più moderna dell’ex ospedale. Nelle prossime settimane dovrebbe arrivare poi la firma per la seconda parte di interventi sulle superfici di proprietà di Arte e Asl 3.

Il Puo è il primo passo ufficiale per il recupero e la riqualificazione della gigantesca struttura costruita nel 1982, necessario per stabilire la destinazione d’uso degli spazi, la loro suddivisione e gli interventi di recupero delle aree verdi. In totale sono 47mila i metri quadrati che verranno sottoposti a restyling, 15mila dei quali verranno destinati a uso pubblico: 10mila per la realizzazione della Casa della Salute, e 5mila per ospitare servizi sociali e culturali del Comune. 

Archiviato, dunque, il progetto iniziale redatto prima dell’accordo di programma del 2013, che prevedeva che l’intera superficie venisse sfruttata per l’edilizia privata: una decisione, spiegano dal Comune, raggiunta grazie all’impegno delle associazioni presenti nell’ex ospedale, che da anni fanno pressione affinché Regione, Asl 3 e Municipio uniscano le forze per recuperare il complesso senza privatizzarlo integralmente.

«Questo percorso di valorizzazione è stato fortemente voluto dall’amministrazione comunale, che si è adoperata per scongiurare la totale privatizzazione dell’area e per restituirne una porzione ad usi sociali e culturali - ha detto soddisfatto il vice sindaco e assessore all’Urbanistica, Stefano Bernini, proporre del progetto - Non si tratta di mere ristrutturazioni immobiliari, bensì della creazione di una vera e propria cittadella aperta al resto del quartiere. Abbiamo previsto infatti una nuova viabilità interna che dialoga con i flussi veicolari esterni concorrendo alla decongestione del traffico, abbiamo immaginato la presenza di attività commerciali, di parcheggi destinati ai servizi che vi sorgeranno – primo fra tutti le Casa della Salute –, di spazi per la realizzazione di attività culturali.

Ancora nulla è trapelato sui tempi di realizzazione dell’opera o sui costi. La palla, adesso, passa infatti agli enti coinvolti, come ha sottolineato Bernini: «Con l’approvazione del Piano Urbanistico operativo ci sono ora la struttura normativa e i criteri puntuali per rendere appetibile e conveniente, anche per i privati investire in un’area dal futuro segnato in senso positivo. Ora sta alla progettualità dei singoli dare gambe a questo futuro».

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