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Ospedale Gallino: consiglio regionale dice no al depotenziamento

I lavoratori sono preoccupati dall'ipotesi ridimensionamento del nosocomio, una struttura fondamentale per la Val Polcevera, già privata in passato di un presidio ospedaliero come il Celesia di Rivarolo

Al termine di un lungo incontro fra i lavoratori, la giunta e una rappresentanza di consiglieri di tutti i gruppi, il Consiglio regionale approva all’unanimità un ordine del giorno (primi firmatari Matteo Rossi, Sinistra Ecologia e Libertà e Alessandro Benzi, Federazione della Sinistra) che impegna il Presidente della Giunta e l’assessore competente a escludere qualsiasi ipotesi di depotenziamento della cardiologia semi intensiva e della chirurgia generale. All’approvazione dell’ordine del giorno si è giunti al termine di un lunga riunione con i lavoratori del nosocomio.

All’incontro, che è stato coordinato dal vicepresidente e assessore all’urbanistica Marylin Fusco e dal presidente della commissione III Salute e Sicurezza sociale Stefano Quaini, hanno partecipato, fra gli altri, gli assessori Sergio Rossetti, (Risorse finanziarie) e Lorena Rambaudi, (Politiche sociali), i consiglieri Antonino Miceli, Valter Giuseppe Ferrando (Pd); Matteo Rosso, Roberto Bagnasco, Marco Melgrati, Marco Scajola (Pdl); Nicolò Scialfa, Maruska Piredda (Idv), Edoardo Rixi (Lega Nord) Aldo Siri - Liste civiche per Biasotti presidente; Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà); Alessandro Benzi (Federazione della Sinistra), Ezio Chiesa (gruppo Misto).

 I rappresentanti di numerosi gruppi, anche di maggioranza, hanno dichiarato che parteciperanno al presidio di giovedì mattina in difesa dell'ospedale

I lavoratori hanno espresso tutta la loro preoccupazione per il ridimensionamento di cardiologia e chirurgia generale sostenendo con forza l’importanza dell’ospedale soprattutto dopo la chiusura dell’ospedale di Busalla e del Celesia di Rivarolo. Hanno ricordato che il depotenziamento del nosocomio di Pontedecimo si ripercuote sulla situazione già difficile dell’ospedale Villa Scassi di Sampierdarena rischiando di portarlo al collasso.

Inoltre parliamo anche di un notevole spreco di risorse pubbliche visto che recentemente a Pontedecimo sono stati eseguiti dei lavori di ristrutturazione costati milioni di euro che oggi rischiano di essere vanificati. Altre critiche ha suscitato il fatto che la Gigi Ghirotti debba pagare 48 mila euro per utilizzare la struttura a sua disposizione nonostante l’approvazione di un ordine del giorno di segno diverso da parte dell’Assemblea regionale.

Il vicepresidente Marylin Fusco ha voluto ricordare i pesanti tagli finanziari subiti dalla Regione, fra cui quello di un miliardo sull’edilizia sanitaria, ma si è detta disponibile a farsi portavoce delle istanze presso l’assessore alla sanità Claudio Montaldo "Se il Consiglio regionale prende una posizione o un impegno, deve mantenerlo anche se questo comporta che alcune scelte siano riviste. Lo farò presente all’assessore Montaldo».

Alessandro Benzi (Federazione della Sinistra) ha invece sottolineato come attorno al nosocomio di Pontedecimo gravitino 120 mila persone: "Le razionalizzazioni in sanità vanno fatte, ma solo in presenza di alternative valide. Ricordo che il Ponente e la Valpolcevera hanno molti meno posti letto del Levante, non si possono fare tagli lineari".

Stefano Quaini , rappresentante Idv,  spiega che indebolire il Gallino di Pontedecimo significa: "Dare il colpo di grazia al Villa Scassi di Sampierdarena".

Edoardo Rixi (Lega Nord) dichiara: "Si stanno stanziando risorse importanti per il Galliera, ma la priorità è l’ospedale del Ponente. Non può restare un solo presidio ospedaliero da Sampierdarena a Savona".

Matteo Rosso (Pdl) aggiunge: "Il Gallino è un presidio importante, non possiamo permetterci di chiuderlo. Se la scelta è questa, noi ci opporremo in tutti i modi. Sulla sanità dobbiamo mettere da parte le posizioni di partito e lavorare tutti assieme".

 

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