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Ordinanza antimovida, dai commercianti la promessa: «Non molliamo»

Dopo il rigetto della sospensiva da parte del Tar, le associazioni di categoria confermano l'intenzione di andare avanti per contrastare i provvedimenti firmati da Tursi

«Andiamo avanti»: questo il mantra dei commercianti del centro storico, che ieri hanno subìto un duro colpo nello scoprire che il Tribunale Amministrativo della Liguria ha rigettato la richiesta di sospensiva presentata per chiedere l’annullamento delle controverse ordinanze anti-movida, firmate dalla giunta Doria per regolare, appunto, la movida in uno dei quartieri più frequentati, e complicati, della città.

Se per il Comune le ordinanze sono uno strumento utile per tenere sotto controllo il degrado e gli episodi di criminalità dovuti soprattutto all’abuso di alcol, per le associazioni le ordinanze non soltanto sarebbero dannose per gli affari (i provvedimenti prevedono che i locali chiudano all’una nei feriali, alle 2 il venerdì e il sabato), ma obbligando alla chiusura anticipata contribuirebbero ad aumentare il senso d’isolamento e a “desertificare” il quartiere. Il Tar ha fatto da ago della bilancia in una questione che viene dibattuta da mesi, stabilendo che le ordinanze di Tursi, fortemente volute dall’assessore alla Legalità, Elena Fiorini, «è stato fatto precedere da un’accurata istruttoria e realizza un equo contemperamento degli interessi in conflitto. Nel bilanciamento degli interessi proprio della fase cautelare, risulta sicuramente prevalente quello della tutela della quiete pubblica e del decoro urbano».

Una vittoria per il Comune, una sconfitta per le associazioni di commercianti, che però non mollano, e hanno già annunciato l’intenzione di tornare alla carica: «Andremo avanti nella nostra battaglia contro un provvedimento che ha già causato notevoli danni alle nostre attività - annuncia Cesare Groppi, segretario di Fiepet Confesercenti -Realizzeremo al più presto un incontro con i nostri avvocati e gli operatori per decidere il da farsi, perché sicuramente la vicenda non finisce qui».

Il tar, al momento, si è infatti limitato a rigettare la richiesta, ma non si è pronunciato sul ricorso: «Abbiamo vissuto come una sconfitta per la città il fatto che non si sia trovata una mediazione ragionevole con l'amministrazione, quando bastava un'ora in più di apertura per non penalizzare gravemente le attività regolari - replica Andrea Dameri, direttore di Confesercenti Genova - La bocciatura della richiesta di sospensiva, che non abbiamo ancora potuto leggere, va analizzata e non significa il rigetto del ricorso, rimanendo comunque sul tavolo l'ingiusta penalizzazione delle attività regolari e l'insufficiente incidenza su chi viola sistematicamente le regole. Questo è un problema della città e che, come tale, spetta al Comune risolvere, non al Tar»

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