Delitto di Chiavari, "stub" su amici e parenti: forse Pino ucciso da un gruppo di persone

L'autopsia ha stablito che l'uomo è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco

È stato eseguito lo "stub" - esame che raccoglie le tracce di esplosivo sulle mani di chi ha usato da poco un'arma da fuoco - su amici e parenti di Orazio Pino, l'ex sicario da tempo collaboatore di giustizia, trovato morto a Chiavari. E cresce il sospetto che il delitto possa essere stato organizzato non da una persona sola, ma da una gang.

Secondo l'autopsia eseguita ieri, l'uomo, che da anni svolgeva la professione di orefice, sarebbe stato freddato con un solo colpo di arma da fuoco alla nuca: un raid organizzato nei minimi particolari.

Le indagini - che stanno proseguendo a 360 gradi - scavano nel passato di Pino, originario di Misterbianco in Sicilia: era uno degli uomini chiave della famiglia mafiosa di Giuseppe Pulvirenti detto "u Malpassotu", a sua volta vicino al clan di Benedetto "Nitto" Santapaola, uno dei boss più potenti di Cosa Nostra.

Pino, sette anni fa, aveva deciso di uscire dal programma di protezione rivolto ai pentiti e aveva investito la somma di denaro ottenuta per aprire una gioielleria, "Isola Preziosa", a Chiavari, con punti di "compro oro" anche a Rapallo e Sestri Levante. Era in affari con le figlie, che gestivano e con l'ex compagna, la quale in passato lo aveva denunciato per il furto di alcuni gioielli. Anche lei - così come altre persone che giravano intorno all'ex sicario - è stata sottoposta all'esame dello "stub". I risultati dovrebbero arrivare tra circa 10 giorni.

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