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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca Sampierdarena

Morte di Alice Scagni, i genitori presentano opposizione all’archiviazione contro medico e poliziotti

La pm Paola Crispo ha chiesto l’archiviazione delle accuse di presunte omissioni a carico della dottoressa del Centro di salute mentale e sui due poliziotti della centrale operativa, i genitori tramite l’avvocato Fabio Anselmo si sono opposti

É stato depositato in tribunale il provvedimento di opposizione firmato dal legale Fabio Anselmo alla richiesta della procura di archiviazione contro la dottoressa del Centro di salute mentale e i due poliziotti della centrale operativa che non sarebbero intervenuti in tempo per salvare Alice Scagni la giovane mamma uccisa, lo ricordiamo, il Primo maggio dell'anno scorso dal fratello Alberto al culmine di un'escalation delirante da parte dell'allora 42enne. 

I genitori, Antonella Zarri e Graziano Scagni, non si rassegnano alla decisione della procura e tramite l'avvocato chiedono al gip ulteriori indagini e di acquisire atti relativi a telefonate e interventi che hanno riguardato fatti accaduti in via Balbi Piovera nelle settimane precedenti al femminicidio che supporterebbero in vario modo la tesi che la situazione psichiatrica di Alberto fosse nota alle forze dell’ordine e che in seguito alla drammatica telefonata del padre al 112 sette ore prima del delitto le volanti sarebbero dovute intervenire.

Nelle cinquanta pagine del documento si ripercorrono quelle che per la famiglia rappresentano le mancanze della dottoressa del Centro di salute mentale e dei due poliziotti. “La decisione del 29 aprile di convocare Alberto il 2 maggio con email dello stesso 2 maggio è quella su cui occorre riflettere: è evidente che decidere di convocare Alberto il 2 per il giorno stesso implica una urgenza che è stata rivalutata insieme al Dott. Peloso, anche a prescindere da quello che era stato detto ai familiari. Cosa si voleva ottenere con la convocazione del giorno sul giorno stesso? Non poteva essere convocato il 2 sul 5? Era evidente che poteva essere un tentativo destinato a fallire. Si “cercava” proprio la mancata presentazione di Alberto perché a quel punto si era (giustamente) valutato come emergenziale l’intervento con un ASO? Ma se era così perché non convocarlo direttamente il 29 sul 29 o il 30 sul 30?”. E sui poliziotti sottolinea: "Avevano un obbligo di attivarsi a fronte della riferita minaccia di morte". Scagni, nel corso della telefonata, sulla minaccia grave di morte riferisce: faccio la segnalazione perché stanotte ha dato In escandescenza picchiando mazzate contro i muri che ha svegliato tutti i vicini; mi sta minacciando che vuol fare del male a me e a mia figlia e a mio genero; ha minacciato me mia figlia e mio genero, in quanto vuole dei soldi per mangiare; ho registra...ho registrato anche la telefonata; oggi ho avuto questa discussione, mi ha minacciato di tagliarmi la gola...Di farmi del male.

Anselmo nel documento respinge al mittente la tesi della procura secondo cui nonostante gli allarmi non fosse mai stata presentata denuncia nei confronti di Alberto. Per il legale ci sono le 30 telefonate alla Salute mentale per chiedere aiuto e le chat tra madre e figlia dove Alice esprime tutta la sua preoccupazione e il timore che tutto potesse degenerare come purtroppo accaduto. 

A dimostrare la pericolosità di Alberto ci sono poi le telefonate dei vicini di casa alla polizia locale e all'Asl, tormentati dagli atteggiamenti persecutori del killer che si erano sfogati in dispetti e manomissioni ai danni degli altri residenti del palazzo in via Balbi Piovera a Sampierdarena, dove abitava anche la nonna dell'uomo, vittima anche lei delle vessazioni del nipote: era arrivata a chiamare il 112 perché si era trovata la porta di casa bruciata.

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