Cronaca

Opere d'arte rubate, i carabinieri ne ritrovano 33 in un anno

Tra quelle recuperate anche un’acquasantiera in marmo del valore di circa 7mila euro rubata nel settembre 1999 dalla Parrocchia di San Siro di Struppa a Genova e trovata in vendita online

Nel 2020 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova hanno proseguito con efficacia l’attività preventiva nell’intera regione incrementando, rispetto all’anno precedente, l’attività di controllo e vigilanza alle aree archeologiche, monumentali e paesaggistiche (+70%). 5.300 sono stati i beni culturali sottoposti ad accertamenti fotografici attraverso la Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando Tpc di Roma: si tratta, principalmente, di opere d'arte poste in vendita da privati attraverso case d'asta o siti internet e beni documentati dall’Ufficio Esportazione della Soprintendenza di Genova.

L’attività repressiva dei Carabinieri del TPC ligure ha portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 85 persone (+60% rispetto al 2019), resesi responsabili di violazioni del codice penale e delle norme che tutelano il patrimonio culturale nazionale: 56 i denunciati per reati contro il paesaggio mentre i rimanenti risultano aver ricettato beni culturali, violato norme relative alla contraffazione di opere d’arte o riguardanti il settore dei reperti archeologici.

Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di recuperare 33 beni per un valore complessivo stimato in circa 200mila euro.

L'incessante impegno profuso dai militari del Nucleo Tpc di Genova, supportato dall'Arma territoriale e dagli altri reparti speciali dei Carabinieri, ha permesso di esprimere una efficace e coordinata azione preventiva sull'intera regione. Nell’anno in riferimento si sono verificati solamente 9 furti d’arte di cui 3 in danno di luoghi di culto.

Tra le operazioni di servizio più significative concluse lo scorso anno i carabinieri segnalano:

  • Il recupero nella provincia di Imperia, di due dipinti, olio su tela, raffiguranti “Assunzione” e “Natività”, entrambi della fine del ‘500, attribuibili alla bottega di Andrea Mainardi, trafugati nel febbraio 1993 a un privato della provincia di Cremona e individuati presso una casa d’aste del ponente ligure. Le opere sono state restituite al legittimo proprietario nello scorso mese di marzo grazie alle circostanziate indagini che hanno accertato penali responsabilità in capo a diversi soggetti. Il valore commerciale complessivo delle opere si aggira intorno ai 12mila euro.
  • Il recupero, nella provincia della Spezia, di un’acquasantiera in marmo (del valore di circa 7mila euro), risalente al XV–XVI secolo, rubata nel settembre 1999 dalla Parrocchia di San Siro di Struppa a Genova e trovata in vendita online.
  • Il recupero, nella provincia di Imperia, del dipinto, olio su tela, del XVII secolo, raffigurante “Cristo alla colonna”, del valore commerciale di 6mila euro rubato nell’ottobre 1972 dall’interno di un negozio di antiquariato a Roma e individuato in un'asta ligure. Il bene è stato restituito all’erede del defunto che aveva denunciato il furto.
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