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Maxi sequestro di merce falsa, trovate anche matrici di Gucci e Liu Jo

Ottantacinquemila pezzi sequestrati, sette appartamenti e un magazzino perquisiti. Sono questi i numeri di un'operazione della polizia locale volta al contrasto della contraffazione

Nella mattinata di venerdì 9 agosto 2019 è andata in scena una maxi operazione contro il business illegale del contraffatto, coordinata dal Reparto Giudiziaria della Polizia Locale su delega del procuratore aggiunto Francesco Pinto, che ha portato al sequestro di ottantacinquemila pezzi. Trovate anche le matrici per la falsificazione delle targhette in metallo. Sette appartamenti e un magazzino sono stati perquisiti contemporaneamente.

L'indagine del reparto investigativo del Corpo ha avuto inizio nel giugno scorso, quando, a seguito di una perquisizione in un immobile del centro storico dove faceva base un venditore abusivo di prodotti contraffatti, pizzicato dagli agenti nella zona della Stazione Principe, erano stati sequestrati 12mila pezzi.

Ieri mattina è partita la seconda fase dell'operazione a cui hanno dato vita ventiquattro uomini della Giudiziaria con l'ausilio di nove colleghi del reparto Sicurezza Urbana e due del reparto Pronto Intervento. Tutti i locali (meno uno, situato a Sampierdarena) sono nel centro storico, quasi tutti sono affittati con regolare contratto. In quattro degli immobili perquisiti sono state trovate ingenti quantità di prodotti contraffatti pronti alla vendita, altri in attesa di contraffazione, targhette e marchi da apporre su borse, maglie e accessori di pelletteria e persino due matrici in grado di stampare su metallo le targhette, una con il marchio Gucci e l'altra il marchio Liu Jo. Inoltre sono stati trovati sacchetti griffati in cui introdurre la merce venduta e, come già nel giugno scorso, certificati di garanzia delle rispettive case produttrici, anch'essi contraffatti.

Oltre ai primi tre indagati nell'ambito dell'inchiesta, la polizia locale è riuscita a risalire a un quarto soggetto, più volte segnalato all'autorità giudiziaria per reati analoghi, colpito dalla misura cautelare personale del divieto di dimora nell'area metropolitana di Genova. Durante l'esecuzione dell'attività delegata sono state identificate venticinque persone. Di queste sei sono state accompagnate presso la questura. Nei confronti di due di loro è stato emesso provvedimento di espulsione dal territorio dello Stato, mentre per altre due si è proceduto a inoltrare segnalazione all'autorità giudiziaria per la violazione del Testo unico sull'immigrazione.

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