Cronaca

Donna muore dopo la rimozione di un neo: arrestati medico e “santone”

La vittime è una 40enne frequentatrice e dipendente di un centro olistico di Borzonasca. Nel 2020 è morta al San Martino dopo essere stata operata a un intervento chirurgico illegale. Si indaga anche per circonvenzione e violenza sessuale nei confronti di altre giovani donne

Omicidio volontario con dolo eventuale: è l'accusa, pesantissima, per cui sono stati arrestati Paolo Oneda, medico chirurgo dirigente di Chirurgia generale di un ospedale del Bresciano, e Vincenzo Bendinelli, titolare del centro Anidra, un centro olistico e agriturismo che sorge sulle alture di Borzonasca, nell’entroterra genovese.

I due sono anche indagati per violenza sessuale e circonvenzione di incapace insieme con una psicologa, che per gli inquirenti nel corso dei mesi avrebbe indirizzato diverse giovani donne fragili verso il centro descrivendo l’attività svolta al suo interno e raccomandandolo. 

Il filone di inchiesta si compone di due parti. Da un lato quello sulla circonvenzione di incapaci e violenza sessuale, partito nel 2019 dopo la denuncia dei parenti di una giovane donna ospite del centro, dall'altra l'indagine condotta dai carabinieri e coordinata dal pm Gabriella Dotto sulla morte di una donna di 40 anni, Roberta Repetto, avvenuta nell'ottobre del 2020 al San Martino a causa di un gravissimo melanoma, un tumore della pelle che è degenerato in metastasi.

Gli accertamenti dei carabinieri hanno portato alla luce il fatto che nel 2018 la donna era stata sottoposta a un intervento chirurgico nei locali del centro olistico di Borzonasca, senza la necessaria strumentazione e senza esami preventivi e successivi.

La vittima assorbita dagli insegnamenti del "maestro" e isolata dagli affetti

I carabinieri del comando provincia di Genova hanno fatto scattare un blitz all’alba di martedì eseguendo il provvedimento emesso dal gip di due custodie cautelari - una per il chirurgo bresciano, una per il direttore del centro olistico - e perquisendo anche gli uffici e l'abitazione della psicologa.

Secondo gli accertamenti il medico e il “santone” avrebbero operato la donna in condizioni igienico sanitarie inadeguate per rimuovere un neo, che non è poi stato sottoposto a biopsia. La donna non sarebbe neanche stata sottoposta ad adeguata terapia, e nell’ottobre del 2020 è morta in ospedale.

Non solo. Stando a quanto ricostruito dagli investigatori raccogliendo testimonianze e prove, la vittima sarebbe stata letteralmente “assorbita” dal centro, dove insegnava yoga e Thai Ji e dove aveva anche celebrato il suo matrimonio, allontanandosi sempre di più dalla famiglia e dagli amici e abbracciando gli insegnamenti di quello che riteneva essere il suo “maestro”.

L'intervento chirurgiso sul tavolo da cucina e senza anestesia: "Purificazione spiriturale"

A sporgere denuncia sono stati proprio i familiari, che dopo la morte della donna hanno riferito che era stata sottoposta a un intervento chirurgico di rimozione di un neo effettuato su un tavolo da cucina, senza anestesia, chiamando in causa un processo di “purificazione spirituale”.

Nei mesi successivi all’intervento, la donna avrebbe patito dolori lancinanti e malesseri per cui sarebbe stata più volte rassicurata sia dal chirurgo sia dal direttore del centro olistico, che anche in quel caso non hanno chiesto esami medici più approfonditi né hanno prescritto medicinali o farmaci suggerendo invece pratiche olistiche e tecniche di “protezione energetica”.

La vittima si sarebbe affidata totalmente alle loro indicazioni, e gli accertamenti medico legali hanno accertato che l’intervento chirurgico e le successive omissioni sarebbero in rapporto causale diretto con la morte.

Dall'operazione del 2018 alla morte nel 2020: due anni senza cure

“Gravissimi” gli indizi di colpevolezza a carico dei due arrestati, che secondo i carabinieri del nucleo investigativo erano pienamente a conoscenza della superficialità con cui era stato effettuato il primo intervento e consapevoli del grave e progressivo aggravamento del quadro clinico della donna.

Nel corso della mattinata di martedì i carabinieri hanno effettuato di perquisizioni nella struttura di Borzonasca e a Milano, nelle abitazioni e nelle sedi di lavoro dei due destinatari della misura cautelare e della psicologa. Anche gli Ordini dei Medici di appartenenza sono stati avvisati, e al blitz hanno partecpato anche i Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro e del Nas di Genova e la Guardia di Finanza di Chiavari.

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