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Cronaca

Omicidio Scagni, i genitori di Alice e Alberto escono dal processo

Per il giudice la parte civile deve limitarsi a chiedere la condanna e il risarcimento del danno. Invece Antonella Zarri e Graziano Scagni, tramite l’avvocato Fabio Anselmo, volevano avere voce nella ricostruzione dei fatti in cui sono tragicamente coinvolti

Sono usciti dal processo - iniziato la settimana scorsa - Antonella Zarri e Graziano Scagni, i genitori di Alice e Alberto Scagni (il primo maggio 2022, Alberto uccise la sorella Alice sotto casa).

Come conferma l'agenzia Ansa, i genitori sono usciti dal processo tramite i loro legali dopo la decisione della Corte d'Assise di tagliare la lista testi delle parti civili perché è stato ritenuto che avessero un ruolo vicario rispetto all'accusa.

I genitori escono dal processo, insomma, perché non possono avere voce. Il presidente della corte d'assise Massimo Cusatti, con un’ordinanza letta in aula durante la prima udienza, ha tagliato la lista dei testimoni di parte civile sostenendo che questa ha un ruolo “vicario rispetto all’accusa”, in altre parole per il togato la parte civile deve limitarsi a chiedere la condanna e il risarcimento del danno. Invece Antonella Zarri e Graziano Scagni, tramite l’avvocato Fabio Anselmo, volevano avere voce nella ricostruzione dei fatti in cui sono tragicamente coinvolti.

Il processo è volto non tanto a stabilire chi sia il colpevole, perché Alberto è stato colto in semi flagranza, ma a capire quanto fosse consapevole al momento del delitto: per il perito del giudice per le indagini preliminari, il 43enne è semi infermo di mente ma capace di stare in giudizio. Per il consulente dei familiari sarebbe totalmente incapace, mentre per la procura perfettamente capace. A questo punto, il dibattimento si intreccia col secondo filone di indagini aperto per cui sono indagati due poliziotti della questura e un medico della Asl 3 per presunte omissione di atti d’ufficio, omessa denuncia e morte come conseguenza di altro reato. E anche alla luce delle 63 telefonate dei genitori alla salute mentale in cui chiedevano aiuto di fronte al peggioramento psicologico di Alberto, la famiglia sostiene che il delitto si sarebbe potuto evitare.

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