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Cronaca Santa Margherita Ligure

Omicidio Santa, vittima colpita con un pugnale. Dubbi sulla legittima difesa

Gli investigatori stanno lavorando sulla dinamica del delitto. Due le strade: Sergio Frisinghelli avrebbe ucciso Alessio Grana in risposta all'aggressione oppure inseguendolo per le scale in un impeto di rabbia. Fondamentale sarà l'autopsia

Sergio Frisinghelli, 58 anni, avrebbe ucciso il 35enne Alessio Grana in risposta ad una aggressione, e dunque per legittima difesa, oppure inseguendo la vittima giù per le scale in un impeto di rabbia? È su questi due scenari che, a tre giorni dall'omicidio di Santa Margherita, stanno lavorando gli inquirenti continuando a raccogliere prove in assenza di testimoni oculari.

Per la ricostruzione dei fatti, un aiuto fondamentale arriverà dall'autopsia che sarà eseguita in giornata - martedì 22 agosto - dal medico legale Camilla Tettamanti. L'esame autoptico sarà importante per cercare di definire le modalità dell'emorragia e quindi il modo di interpretare la distribuzione del sangue sulla scena del delitto. 

Secondo la prima ricostruzione della dinamica da parte dei carabinieri di Santa Margherita e del reparto operativo, diretti dal colonnello Michele Lastella e coordinati dal procuratore Luca Scorza Azzarà, Grana sabato sera è uscito sul pianerottolo colpendo muri e porte con un mattarello al quale era stata tolta l'anima di ferro. Non era la prima volta che il ragazzo, con un passato di tossicodipendenza alle spalle e innumerevoli precendenti, disturbava i vicini della palazzina in via Costamezzana che il Comune aveva assegnato a quattro nuclei familiari in difficoltà economiche. Al secondo piano Frisinghelli ha aperto la porta ed è stato aggredito dal 35enne, poi ha preso un pugnale tipo da caccia o da sub, da un mobile dell'ingresso e lo ha colpito. Almeno due i colpi, stando alla prima relazione del medico legale, uno di striscio e uno al cuore. In casa del 58enne non sarebbero state trovate tracce di sangue, presente invece sulle scale e nel portone dove Grana è caduto a terra e morto. E dalle indagini emerge anche che il giorno della tragedia i vicini avevano chiamato il 112 almeno due volte e la centrale aveva mandato i carabinieri saliti intorno alle 15 e più tardi una pattuglia della polizia locale.

Intanto i residenti di Santa Margherita, ancora increduli per quanto accaduto, hanno aperto una raccolta fondi per la famiglia di Frisinghelli. L'accoltellatore, giardiniere e dj per campare il lunario ma anche volontario di protezione civile, è conosciuto come "il gigante buono", "un uomo tutto fare". Anche la vittima era un personaggio noto ma per i suoi problemi con la legge e per il suo comportamento problematico. Era stato in prigione e poi era finito ai domiciliari, aveva avuto un figlio di cui gli avevano tolto la podestà ed era seguito dai servizi sociali.

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