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Delitto di Pegli, il raptus di follia al termine di una lite per gelosia

Sarebbe stata la convinzione dei tradimenti della moglie a spingere Giacomo Sfragaro, pensionato 77enne, a strangolare Giuseppina Minatel nella loro abitazione. L'uomo era già stato in cura per disturbi psichici

Un dolore immenso, insostenibile, quello per la perdita dell’unico figlio, acuito da una gelosia costante che a distanza di 4 anni ha portato a un’altra tragedia: il raptus di follia di Giacomo Sfragaro, pensionato 77enne che nella notte ha strangolato a morte la moglie, Giuseppina Minatel, 76 anni, nell’appartamento che condividevano da anni in via Antica Romana di Pegli, per poi chiamare lui stesso i carabinieri e confessare: «Venite, ho ucciso mia moglie».

La telefonata al 112 è arrivata intorno alle 5.30, al termine di una notte in cui i due coniugi hanno affrontato l’ennesimo litigio, iniziato già in serata. L’ultimo dei tanti, confermano i vicini ai carabinieri, tutti per gelosia. Una situazione che si protraeva ormai dai tempo, un pensiero fisso, quello di Sfragaro, che in passato era già stato in cura per problemi psichici, ma l’aveva interrotta dopo la morte dello psichiatra e mai ripresa, aggravati dalla morte del figlio allora 44enne, Marco, annegato nelle acque di Voltri nel maggio del 2012.

Da allora i rapporti tra i due coniugi, che non avevano altri figli ed erano sposati da 50 anni, si erano ulteriormente deteriorati. Sino al tragico epilogo di questa notte, quando al termine di un’ennesima lite Sfragaro ha perso la testa, accusando la moglie di volerlo lasciare, e l’ha aggredita e uccisa. Pochi istanti di follia, al termine dei quali il 77enne ha subito realizzato quanto commesso e ha chiamato i carabinieri. 

Sul posto sono intervenuti i militari della compagnia di Arenzano, coordinati dal capitano Massimo Pittaluga, che hanno immediatamente accompagnato l’uomo in caserma. Nessuna resistenza, un pallido tentativo di giustificarsi sostenendo ancora una volta che la moglie lo tradisse. Visibilmente confuso, il 77enne si è limitato ad attendere il trasferimento nel reparto riservato ai detenuti dell’ospedale San Martino, dove rimarrà in attesa della convalida dell’arresto. L'accusa è di omicidio volontario aggravato.

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