Omicidio Genova: da chiarire il ruolo di Virginia, la sorella di Matteo

È il giorno dell'interrogatorio di Matteo Biggi, il trentenne accusato dell'omicidio del collega coetaneo e omonimo nella palestra della sala chiamata del porto. Se la depressione è confermata, resta da accertare la gelosia per la sorella Virginia

Matteo Biggi (la vittima - foto da facebook)

Genova - Oggi, giovedì 15 novembre 2012, è il giorno dell'interrogatorio di Matteo Biggi, il trentenne accusato dell'omicidio del collega coetaneo e omonimo. Ancora da chiarire il movente dell'omicidio.

Lunedì 12 novembre il tragico episodio all'interno della palestra della sala chiamata del porto. Da quel momento in poi sulla stampa locale sono apparsi particolari della vicenda ancora tutti da verificare.

Intanto il ruolo di Virginia, la sorella minore del Matteo assalitore. Correlando la storia con tutta una serie di condizionali, un quotidiano locale si è sbizzarrito, individuando in una foto messa su facebook la molla che ha scatenato la follia omicida.

Che si tratti di speculazioni giornalistiche o di pura verità spetta alla magistratura accertarlo. Al momento quello che è confermato è la depressione del Matteo Biggi finito in carcere. In realtà non è nemmeno così certo che fra vittima e assassino esistesse una qualche frequentazione.

Papà Massimo, che ultimamente accompagnava sempre il figlio date le sue precarie condizioni di salute, è ancora incredulo per quanto accaduto. Secondo lui il figlio avrebbe iniziato a manifestare gravi segni di instabilità dopo un colpo forte preso in testa durante un incontro di savate, la boxe francese.

Ma anche questo particolare è da confermare. Quello che stupisce è che adesso Matteo verrà probabilmente sottoposto a visite mediche specialistiche, atte ad accertare la sua eventuale incapacità di intendere e di volere. Fattore che, se effettivamente riconosciuto, gli consentirebbe di subire una pena minore. Ma questo tipo di approfondimenti medici non potevano essere fatti prima?

In Compagnia Unica fino a lunedì lavoravano due Matteo Biggi. Ora uno è morto e l'altro si trova in carcere con l'accusa di omicidio.

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