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Delitto di Lumarzo, sotto inchiesta il nipote della vittima. Proseguono le ricerche

Claudio Borgarelli è stato iscritto nel registro degli indagati per l'omicidio dello zio Albano Crocco, il pensionato di 68 anni ritrovato decapitato nei boschi di Craviasco

Dopo 48 ore di indagini serrate, è stato iscritto nel registro degli indagati Claudio Borgarelli, il nipote di Albano Crocco, il pensionato di 68 anni il cui corpo decapitato è stato ritrovato nei boschi di Craviasco, piccola frazione di Lumarzo, nella serata di martedì. L’uomo ha ricevuto l’avviso di garanzia nel pomeriggio di giovedì, durante la lunga perquisizione che i carabinieri di Chiavari e del Nucleo Investigativo hanno effettuato nella sua abitazione all’imbocco del sentiero su cui è stato ritrovato Crocco, la stessa in cui il pensionato aveva posteggiato l’auto prima di avventurarsi nei boschi martedì mattina.

Proprio la perquisizione avrebbe portato alla luce nuovi elementi che hanno spinto gli inquirenti a concentrarsi su Borgarelli, anche se tra gli indagati ci sono anche altri soggetti vicini alla vittima: all’interno della villetta sarebbero stati trovati, e sequestrati, un’arma da fuoco e alcuni coltelli di di diverse misure, tra cui anche un machete, la cui lama sarebbe compatibile con i segni trovati sul collo di Crocco. Ancora non è chiaro come il pensionato sia stato ucciso (in mattinata è stata effettuata l’autopsia), ma da un primo esame sul corpo il medico legale aveva individuato sulla schiena una serie di pallini, verosimilmente esplosi da un fucile da caccia, e sulla nuca segni di tagli che potrebbero essere stati lasciati proprio da un machete

Ancora nessuna traccia, intanto, della testa di Crocco: le ricerche sono proseguite anche in mattinata nonostante la pioggia, che potrebbe complicare ulteriormente il lavoro dei carabinieri e dei cani molecolari, impiegati per battere palmo a palmo i boschi in cui è stato ritrovato il corpo. Il sospetto è che la testa sia stata nascosta per la presenza di segni o indizi che potrebbero ricondurre all’assassino. Che, secondo il procuratore capo Francesco Cozzi e il pm Silvio Franz, cui sono state affidate le indagini, avrebbe un’estrema dimestichezza con le armi da taglio.

Borgarelli, intanto, continua a ribadire le dichiarazioni rilasciate inizialmente ai carabinieri: la mattina di martedì ha notato l’auto dello zio, che non avrebbe però incontrato. Avrebbe quindi lasciato la sua abitazione alla volta di Genova, dove sarebbe rimasto anche nelle ore in cui, presumibilmente, si sarebbe consumato il delitto. Spostamenti in queste ore passati al vaglio dagli inquirenti, che stanno ancora aspettando i risultati dei rilievi inviati ai Ris di Parma proprio ieri.

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