Omicidio Davagna: colpa degli psicofarmaci?

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus sottolinea come gli psicofarmaci possano avere avuto un ruolo chiave nei gravi fatti avvenuti a Sella di Davagna, dove Remo Carbone ha ucciso a colpi di ascia Barbara Carbone

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani onlus persegue finalità di solidarietà sociale nei settori della tutela dei diritti umani, in particolare nell'ambito della salute mentale, denunciando ogni violazione alle Autorità competenti.

L'associazione ha inviato una lettera a Claudio Burlando, presidente Regione Liguria, e per conoscenza a Claudio Montaldo, assessore Sanità Regione Liguria, Luigi Carlo Bottaro, direttore Sanitario ASL3 Genova, Claudio Viazzi, presidente Tribunale di Genova, Gian Mario Carta, comandante il Nucleo Anti Sofisticazioni e Sanità Genova, Marcello Maresca, Procura di Genova, e Romildo Malatesta, sindaco di Davagna.

La comunicazione si riferisce ai gravissimi fatti avvenuti a Davagna, dove un uomo di 53 anni ha ucciso una donna massacrandola a colpi d'ascia. L’uomo era in trattamento psichiatrico.

L'associazione intende sottolineare come di solito si spiega che la causa scatenante sono state le condizioni psichiche di coloro che hanno compiuto il gesto. In questo modo si perdono di vista alcuni importanti fattori che accompagnano questi comportamenti: l'assunzione di farmaci che agiscono particolarmente sul sistema nervoso. Inoltre questa spiegazione si scontra con una mole impressionante di evidenza scientifica.

-   Negli Usa, l'agenzia di vigilanza farmacologica FDA (Food and Drug Administration) obbliga i produttori di molti antidepressivi e antipsicotici ad apporre dei comunicati ben visibili sulle confezioni dei loro farmaci (i cosiddetti 'black box' – simili a quelli riportati sui pacchetti di sigarette) con l'elenco degli effetti collaterali più importanti: suicidio, comportamento violento, mania, psicosi ecc.

-    Diversi studi hanno evidenziato la realtà di questo pericolo. Si vedano ad esempio due articoli:

 “Emergence of intense suicidal preoccupation during fluoxetine treatment”, dell’American Journal of Psychiatry , in cui si evidenzia come l’assunzione di SSRI possa indurre pensieri e tentativi suicidari anche in coloro che prima non ne avevano, pensieri che spariscono con la sospensione della terapia.

     “Emergence of self destructive phenomena in children and adolescent during fluoxetine treatment”pubblicato dal “Journal of the American Accademy of Child and Adolescent Psychiatry

-    Negli USA dove, a differenza che da noi, questi dati vengono spesso resi noti, è noto come la stragrande maggioranza degli atti di violenza insensata (stragi scolastiche, familiari ecc.) siano perpetrati da persone in cura con psicofarmaci. La conseguenza: centinaia di morti e feriti.

-    Med Watch – il sistema usato da FDA per monitorare gli effetti collaterali dei farmaci – comunica di avere ricevuto tra il 2004 e il 2011quasi 13 mila rapporti concernenti il legame tra psicofarmaci e violenza. Tra questi, milleduecento casi di pensieri omicidi/suicidi, quasi tremila casi di mania e oltre settemila di aggressione. E questi numeri – la stessa FDA lo ammette - probabilmente rappresentano solo l'uno percento dei casi: la maggioranza dei pazienti omette di comunicare gli effetti collaterali dei farmaci che assume.

-    In base alle più recenti ricerche, gli effetti descritti si manifesterebbero in una percentuale di pazienti che assumono SSRI che può variare dal 1,3 al 7,5 %. Da allora molti altri studi hanno confermato quanto sopra e pericoli similari sono stati identificati anche a seguito dell’assunzione di antipsicotici.

In allegato un elenco – presumibilmente molto incompleto – di casi di violenza occorsi in Italia, in cui sia stata accertata l'influenza psicofarmacologica.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani chiede un'inchiesta su questi fatti, nella speranza che si possa un giorno fare piena luce e salvare molte vite.

Di seguito altri casi accaduti recentemente in Italia:

-A Roma, un uomo di 35 anni uccide la colf di 38 anni, che lavorava nella villetta dove lui viveva in affitto,  decapitandola poi con una mannaia. Era in trattamento psichiatrico, prendeva psicofarmaci e antidepressivi.

-A Seriate (BG) un uomo di 26 anni di Brivio (LC), decide di andare a fortissima velocità sull’autostrada e provoca un incidente dove muore l’amico che era in macchina con lui. Dice poi: “C’era una voce che mi diceva di mettermi a correre”. L’uomo era in trattamento psichiatrico e stava assumendo psicofarmaci in una comunità di Milano.

-A Genova, un prete di 42 anni si è suicidato, trovato il cadavere in mare a Livorno. Era in cura psichiatrica.

-A Pescara, uomo di 47 anni, uccide il figlio adottato di 5 anni soffocandolo. Era in trattamento psichiatrico.

-A Pesaro, una donna di 46 anni, uccide il marito a calci. Lei era in cura per depressione da diverso tempo a Pesaro.

-A Bari, un 44enne, uccide con 28 coltellate una psichiatra nel centro di salute mentale dove era in cura da diverso tempo

-A Genova, un uomo di 50 anni, si suicida nel suo ufficio, recentemente gli erano stati prescritti degli psicofarmaci“

- A Salerno, un uomo di 45 anni, uccide e fa a pezzi la madre, aveva ricevuto diversi trattamenti psichiatrici

-A Nicolosi (CT), un uomo di 25 anni, strangola e seppellisce la madre, era in trattamento con psicofarmaci.

-A Peurgia, un uomo di 43 anni, spara ed uccide due donne della Regione Umbria e si suicida, era in cura psichiatrica.

-A Casapulla (CE), un ragazzo di 25 anni speaker radiofonico, si toglie la vita, era in cura per depressione.

-A San Bendetto del Tronto (AP), un uomo scappa dal reparto di psichiatria dove era ricoverato da alcuni giorni e torna a casa a picchiare i genitori.

-A Ragusa, un medico di 65 anni, ha tentato il suicidio. Da qualche tempo era in cura psichiatrica.

-A Carinaro (CE), una donna di 33 anni, si uccide gettandosi dalla finestra, da tempo soffriva di disturbi psichici.

-A Seregno (MB), una donna di 58 anni, uccide la pensionata che accudiva. La donna omicida assumeva psicofarmaci.

-A Bologna, una donna di 36 anni, tenta di suicidarsi ferendosi gravemente a causa dello scoppio della bombola del gas, era stata recentemente in cura psichiatrica.

-A Crescenzago (MI), un uomo di 65 anni, uccide la moglie a coltellate e poi si suicida. Era in cura psichiatrica  presso Ville Turro a Milano e assumeva psicofarmaci.  

-A Migliarina, fraz. di Carpi (MO), un uomo di 51 anni si toglie la vita. Era in cura presso il servizio di Igiene mentale della ASL.

-A Soverato (CZ), un avvocato di 58 anni si è suicidato gettandosi nelle acque antistanti un lido a Soverato, era in cura per depressione.

-A Mesagne (BR), un uomo di 74 anni, uccide la moglie. L’uomo era in cura psichiatrica da tempo.

-A Vimodrone (MI), un uomo di 64 anni di Brugherio (MI), si suicida gettandosi sotto il treno della metropolitana. Era in cura psichiatrica da tempo.

- A Rovereto (TN), un uomo di 35 anni, uccide il sacrestano della chiesa. Era in cura psichiatrica da tempo.

- A Mondovì (CN), un uomo di 58 anni, si da fuoco e muore. Si era rivolto in più di un'occasione al Centro di igiene mentale di Mondovì.

- A Maniago (PN) Un uomo di 40 anni ha ucciso la madre a coltellate e poi si è seduto, in attesa di essere arrestato. Era stato in cura un anno prima presso DSM.

- A Siracusa, un 21enne si toglie la vita nella comunità psichiatrica dove era giunto il giorno prima dopo essere stato ricoverato per due anni e mezzo nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Siracusa, dove era trattato con psicofarmaci.

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