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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Centro / Via Polleri

Possibile sconto di pena per il portuale che uccise rivale in amore, Filippo Giribaldi verso il giudizio immediato

La procura di Genova non contesta alcuna aggravante, così Filippo Giribaldi potrà chiedere tramite i suoi legali il rito abbreviato. La richiesta al gip di giudizio immediato sarà formulata dopo i risultati finali dell'autopsia sul corpo della vittima Manuel Di Palo

Senza aggravanti contestate, Filippo Giribaldi potrà chiedere il rito abbreviato e puntare a uno sconto di pena. Il portuale ed esponente del movimento No vax di 42 anni il 25 aprile ha ucciso con un colpo di pistola in via Polleri l'ex militante di CasaPound Manuel Di Palo. Va ricordato che il movente non era politico, bensì di gelosia e legato a un contesto di abuso e spaccio di stupefacenti.

Anche se Giribaldi, che è accusato di omicidio volontario, indossava un paio di guanti - probabilmente per non lasciare impronte-, la procura non gli contesta alcuna aggravante, nè la premeditazione nè i futili motivi.

Così tramite i suoi legali Chiara Antola e Paolo Scovazzi, potrà accedere al rito alternativo e, con l'eventuale richiesta di giudizio immediato formulata dalla pm Eugenia Menichetti in base ai risultati finali dell'autopsia, si potrebbe arrivare a un sentenza molto rapida con uno sconto di pena di un terzo della condanna.

In più, il magistrato ha disposto una consulenza psichiatrica per stabilire se al momento dell'omicidio il killer fosse capace di intendere e volere; i risultati della consulenza tecnica potrebbero dunque pesare sulle attenuanti. Giribaldi subito dopo l’omicidio era andato a nascondersi nella chiesa dell'Annunziata e, raggiunto dalla polizia, aveva immediatamente confessato. Aveva raccontato del rapporto che lui e il rivale avevano con la stessa donna che li ospitava in cambio di droga e prestazioni sessuali. Il pomeriggio del delitto il portuale era andato sotto casa della di lei armato di una pistola acquistata nei vicoli un anno prima "per difendersi dagli spacciatori" come ha dichiarato davanti al gip. Dopo uno sparo di avvertimento contro il muro aveva sceso la scalinata inseguito da Di Palo ma a suo dire "pensando che fosse un carabiniere o un poliziotto in borghese". Poi il pugno sferrato dalla vittima al portuale e, infine, lo sparo letale. 

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