Cronaca Certosa / Via Teresio M. Canepari

Travolto e ucciso da un ubriaco, i figli di Giuseppe Buttaro: «Giustizia per papà»

Si avvicina il giorno del verdetto per il 35enne che investì e uccise il finanziere in pensione in via Canepari, e che potrebbe evitare il carcere grazie al patteggiamento e alla condizionale

«Siamo tutti potenziali Giuseppe Buttaro, e un omicidio andrebbe punito come tale»: a dare sfogo al dolore è Sara Buttaro, figlia del finanziere in pensione che il 24 gennaio del 2016 venne travolto e ucciso alla fermata dell’autobus in via Canepari, a Rivarolo, da un’auto guidata da un uomo ubriaco e drogato.

A distanza di quasi un anno dalla morte di Buttaro, infatti, si avvicina il momento del verdetto nel processo a carico di Jorge Wilson Cevallos Valverde, il 35enne di origini ecuadoriane che dopo una notte in cui aveva assunto cocaina, cannabis e alcol, si era messo al volante della Stilo che ha travolto il 59enne sul marciapiede. E a preoccupare sua moglie Milena e i suoi due figli, Sara e Matteo, è proprio la possibilità che Valverde riesca a evitare il carcere grazie alla richiesta di patteggiamento, che la procura ha accettato e che si tradurrebbe in una condanna a un anno e 2 mesi per la morte del finanziere in pensione, e in 10 mesi per la guida sotto l’effetto di alcol e droghe. Due anni di carcere che Valverde potrebbe evitare usufruendo della sospensione condizionale della pena, accordata a chi non ha precedenti penali.

Uno scenario che prenderà definitivamente forma il prossimo 7 febbraio, giorno in cui è fissata la nuova udienza davanti al giudice, ma per i familiari di Buttaro questi sono giorni di dolore, pena e rabbia all’idea che chi ha ucciso il padre possa non fare neanche un giorno di carcere: «Noi siamo ancora fiduciosi che il giudice, mettendosi una mano sul cuore e sulla coscienza, non accolga il patteggiamento come richiesto, altrimenti ancora una volta sarà dolorosamente un caso di omicidio con colpevole impunito - si è sfogata Sara Buttaro sul gruppo Facebook “Quelli che tengono a Certosa”, dove in tantissimi hanno dimostrato tutta la loro solidarietà - Sarebbe una cosa impossibile da accettare, che andrebbe a incrementare ulteriormente il dolore di aver perso un padre a distanza di un anno. Io ripeterò finché avrò fiato in gola che è inaccettabile che uno che si mette alla guida ubriaco e drogato e uccide un altro uomo possa avere il diritto al patteggiamento. E il diritto di nostro padre alla vita? Il valore, della sua vita?»

Interrogativi che per il momento restano senza risposta, cui soltanto il giudice potrà rispondere il prossimo 7 febbraio. Nel frattempo, per il 24 gennaio è fissata una fiaccolata in memoria di Giuseppe Buttaro e di tutte le vittime della strada, che partirà da via Canepari alle 21.30: «Invitiamo chiunque voglia a stringersi a noi», è l’appello dei familiari del 59enne ucciso.

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