Cronaca Lagaccio / Via del Lagaccio

Delitto del Lagaccio, i deliri del killer e quel complice che non si trova

Convalidato il fermo per il 34enne Pierluigi Bonfiglio, vicino di casa e per gli inquirenti autore dell'omicidio di Anna Carla Arecco, pensionata 85enne il cui corpo è stato trovato nascosto sotto il letto

Proseguono serrate le indagini sull’omicidio di Anna Carla Arecco, la donna di 85 anni trovata morta sotto il letto di un vicino di casa, il 34enne Pierluigi Bonfiglio, con diverse ferite alla testa. Nel pomeriggio di giovedì il gip Nicoletta Bolelli ha convalidato il fermo dello stesso Bonfiglio, che secondo gli inquirenti - e stando a quanto da lui stesso ammesso a poche ore dal ritrovamento del cadavere - avrebbe ucciso la pensionata per raggranellare i soldi per comprarsi la droga, per poi nascondere il corpo nella sua stanza, certo che nessuno l’avrebbe scoperto.

Restano però alcuni nodi da sciogliere, che riguardano in primis la presenza di un presunto complice nell’appartamento di via del Lagaccio dell’anziana donna: nel racconto a tratti confuso e delirante fatto ai carabinieri del Nucleo Investigativo e al magistrato, Bonfiglio ha ammesso di essersi presentato alla porta della pensionata intorno alle 19 di venerdì, riuscendo con una scusa a farsi aprire e infilandosi in casa con un altro uomo, il suo pusher. Sarebbe stato proprio lo spacciatore, secondo il 34enne, a portare la donna nell’appartamento al piano di sopra, dove Bonfiglio vive con i genitori, e a colpirla per primo, mentre lui frugava nei cassetti alla ricerca di denaro e oggetti preziosi da consegnargli per pagare la droga. 

Il colpo fatale, sempre stando a quanto raccontato agli inquirenti, l’avrebbe invece sferrato Bonfiglio, una volta scoperto cos’era accaduto. Sempre lui avrebbe poi deciso di nascondere il cadavere sotto il letto della sua stanza, tranquillizzato dal fatto che «non ci entra mai nessuno». A scoprire il corpo di Anna Carla Arecco, la sera del primo maggio, sarà poi la madre del 34enne, entrata nella stanza per sistemarla: «Sì, ho dormito tre notti con il corpo sotto il letto, ma non mi ha dato fastidio», avrebbe ammesso Bonfiglio nel corso dell’interrogatorio di convalida del fermo.

Resta da capire, ora, se nell’appartamento di Anna Carla Arecco al momento dell’omicidio ci fosse effettivamente un’altra persona. Al momento nulla pare confermarlo al di là de racconto di Bonfiglio, cuoco in cura al Sert per un grave problema di alcol e tossicodipendenza. Da chiarire anche l’ora in cui la donna sarebbe stata uccisa: l’arrestato ha sostenuto che tutto sarebbe avvenuto dopo le 19 di venerdì sera, ma una testimone sostiene di avere visto la pensionata nelle prime ore di sabato mattina in un supermercato della zona.  

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