Cronaca

Omicidio del piccolo Ale, chiesto l'ergastolo per Rasero nel nuovo processo d'appello

Dopo l'annullamento dell'assoluzione da parte della Corte d'Assise, il broker genovese si è presentato davanti ai giudici del capoluogo lombardo ribadendo la sua innocenza

Ergastolo: questa la pena chiesta dal sostituto pg della Corta d’Assise d’Appello di Milano per Giovanni Antonio Rasero, il broker genovese coinvolto nell’inchiesta sulla morte del piccolo Alessandro Mathas, il il bimbo di 8 mesi ucciso nella notte tra il 15 e il 16 marzo 2010 in un residence di Nervi al termine di un festino a base di droga e alcol cui ha preso parte anche la mamma del bimbo, Katerina Mathas.

Rasero si è presentato in aula dopo la sentenza della Corte d’Appello di Genova che lo aveva assolto, ribaltando così il verdetto del processo di primo grado del 2012, quando era stato condannato a 27 anni di carcere. L’anno scorso la Cassazione aveva però annullato l’assoluzione, rinviando il procedimento ai giudici del tribunale di Milano, davanti a cui il broker 34enne, pur ammettendo «la mia debolezza, ovvero l’uso della cocaina», ha ribadito la sua innocenza proclamando di non avere «mai fatto del male» al bimbo. 

Per l’accusa sarebbe invece stato lui, quella fatidica notte di marzo, a uccidere il piccolo Ale, esasperato dai pianti disperati del bambino, lasciato solo dalla madre nella stanza del residence di via delle Palme per andare ad acquistare un’altra dose di droga nel centro storico. E proprio la madre di Alessandro, Katerina Mathas, l’anno scorso è stata assolta dall’accusa di omicidio e condannata a quattro anni per abbandono di minori, una condanna da scontare al regime dei domiciliari nella sua casa sulle alture di Arenzano per accudire il figlio nato lo scorso anno.

Martedì 1 marzo a Milano Rasero torna in aula per la sentenza.

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