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Nuovo Galliera, la Corte dei Conti chiede la condanna per l'ex cda

L'ipotesi di reato è quella di danno erariale, al centro dell'inchiesta un bar acquisto - per la procura - a un prezzo maggiorato rispetto a quello di mercato

Svolta nell’indagine della Corte dei Conti sul nuovo ospedale Galliera. La procura ha infatti chiesto la condanna dell’intero ex consiglio di amministrazione dell’ospedale, presieduto dall’ex arcivescovo di Genova, il cardinale Angelo Bagnasco, ipotizzando un danno erariale allo Stato nella valutazione e nell’acquisto di uno stabile ritenuto necessario al progetto.

Al centro dell’inchiesta un bar acquistato per costruire l’ospedale, che nel progetto avrebbe dovuto essere demolito per allargare la struttura. Secondo gli inquirenti, il prezzo pagato (che i vertici dell’ospedale sostengono sia stato finanziato con fondi privati dell’ente ecclesiastico), sarebbe fuori mercato: i fondi stanziati sarebbero di circa 300.000 euro, mentre la quotazione di mercato, stabilita dalla Corte dei Conti, si attesterebbe tra i 100 e i 150.000 euro. Con una differenza dunque di 150.000 euro, che si tradurrebbero secondo la procura in danno erariale.

L'indagine condotta dalla Guardia di Finanza era partita da un esposto presentato dall’ex consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, oggi capogruppo di Il Buonsenso, Alice Salvatore, e come riporta anche Repubblica lo stesso Bagnasco è stato “invitato a dedurre” nel maggio scorso insieme con altri membri del consiglio di amministrazione. Tra loro anche Giuseppe Zampini, presidente di Ansaldo Energia e vice presidente del Cda, e poi Luca Beltrametti, professore di Economia all'università di Genova, il direttore generale del Galliera, Adriano Lagostena, il direttore sanitario Giuliano Lo Pinto, e l'ingegnere Ugo Salerno, amministratore delegato di Rina.

La procura - facendo eco a Salvatore - contesta non solo che il bar sia stato pagato a un prezzo di molto superiore a quello di mercato, ma anche che l’acquisto sia stato effettivamente utile al progetto e che il bar stesso “non fosse nella piena disponibilità dell’acquirente”. L’esercizio, infatti, è rimasto in uso all’ex proprietario, che secondo le indagini delle Fiamme Gialle non pagherebbe alcun canone di affitto al Galliera. Il bar risulta attivo, affidato in comodato d’uso fino a quando si arriverà all’apertura dei cantieri.

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