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Kavo Promedi di Nervi smontata nella notte, il Pd si appella al governo

Interrogazione da parte del Partito Democratico genovese al ministro Guidi: "Non può passare l'idea che in un'azienda in salute, la proprietà può arrivare di notte caricare sui tir macchinari e produzione, scappare e licenziare". In giornata incontro in Confindustria

Dopo il blitz dello scorso sabato nella sede della Kavo Promedi di Nervi, dove i dipendenti hanno visto arrivare i camion presidiati da guardie armate che hanno incominciato a portare via macchinari e attrezzature in un’evidente ottica di chiusura, arrivano le reazioni da parte del panorama politico cittadino: i deputati genovesi del Partito Democratico hanno fatto sapere di avere già depositato un’interrogazione da sottoporre al ministro allo Sviluppo economico, Federica Guidi, per fare chiarezza su quanto sta accadendo nella fabbrica, dove i lavoratori stanno combattendo per mantenere il posto di lavoro.

«Qualcuno potrebbe sottovalutare la brutta vicenda che sta accadendo alla Kavo di Nervi, forse per il numero degli occupati - si legge in una nota firmata dall’onorevole Mario Tullo - A parte il fatto che a quelle 22 famiglie e all'indotto che genera l'azienda, una risposta va data, se passa l'idea che in un'azienda in salute, la proprietà può arrivare di notte caricare sui tir macchinari e produzione, scappare e licenziare, avremo molti altri casi come simili. La battaglia di questi lavoratori sia da esempio e da monito. Per questa ragione, insieme con gli altri parlamentari genovesi del Pd presentiamo questa interrogazione e faremo di tutto perché l'attenzione del governo sia massima anche su questa vicenda».

La Kavo Promedi Srl, azienda tedesca che produce le parti meccaniche delle poltroncine da dentista, aveva aperto nel 1971 lo stabilimento di via del Commercio, dove all'alba di sabato i dipendenti di una ditta polacca sono arrivati con i tir e hanno incominciato a smontare i macchinari e a caricarli sotto lo sguardo di alcune guardie armate. Immediato l’allarme da parte degli operai, che dopo iniziali momenti di tensione hanno chiamato la polizia, che una volta sul posto ha accertato che la ditta di trasporto aveva ricevuto l’incarico direttamente dall’azienda, evidentemente intenzionata a chiudere la fabbrica nel giro di un weekend.

La reazione dei dipendenti della Kavo è stata quella di presidiare i cancelli d’ingresso e bloccare l’ultimo tir all’interno dell’azienda, aprendo un'estenuante trattativa che, complice l’intervento dell’assessore regionale allo Sviluppo economico, Edoardo Rixi, e del suo omologo in Comune, Emanuele Piazza, è sfociata nell’apertura di un "tavolo" di confronto fissato per oggi in Confindustria. Al fianco dei lavoratori si sono schierati anche la Fiom, con Bruno Manganaro e Amando Palombo, già in prima linea nella vertenza Ilva, e i rappresentati sindacali di Filmcams Cgil di Kavo Italia Srl, che in una nota hanno fatto sapere che «pur essendo i due soggetti facenti parte dello stesso gruppo, la Danaher multinazionale americana, ma con ragioni sociali diverse, le maestranze esprimono forte vicinanza e solidarietà ai lavoratori coinvolti. Le forti preoccupazioni sono legate al futuro di entrambe le aziende che in ltalia e a Genova sviluppano il ruolo di leader nel settore dentale. Condannando fatti così cruenti auspichiamo che i tavoli sindacali affrontino con urgenza tutti gli aspetti compresi quelli occupazionali».

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