Cronaca Nervi / Via Capolungo

Nervi in rivolta contro le vasche per i pesci, Tursi frena: «Ci pensi Bogliasco»

Il progetto di installare un impianto per l'allevamento ittico a Capolungo infiamma gli animi di residenti e Municipio, ma l'assessore Porcile chiama in causa "i vicini"

Da una parte i residenti di Nervi, i pescatori e le associazioni ambientaliste, dall’altra la cooperativa che due anni fa ha chiesto la concessione di una nuova area, dopo quella antistante la passeggiata di Nervi, per l’installazione di un impianto finalizzato all'acquacoltura. In estrema sintesi, una serie di grandi vasche ancorate al fondale marino in cui allevare pesci, da posizionare (stando alla nuova richiesta) all’altezza di Capolungo, tra Genova e Bogliasco.

Un’ipotesi che non piace alla stragrande maggioranza degli abitanti del quartiere, a chi nelle acque di Nervi lavora e fa il bagno e neppure al Municipio Levante, con il presidente Nerio Farinelli che nel corso dell’ultima assemblea pubblica si è fatto portavoce del secco e unanime “no” al progetto: l’impianto di acquacoltura, sostengono i detrattori, influirebbe in maniera negativa sull’habitat naturale della zona, inquinando le acque con tutte le sostanze utilizzate per l’allevamento dei pesci. Per non parlare, tuona il Municipio, di quanto inciderebbe sul progetto di riqualificazione del porticciolo e della passeggiata di Nervi.

Un argomento di cui si è fortemente dibattuto durante l’assemblea pubblica andata in scena lunedì sera al castello di Nervi, e che ieri è approdato anche in consiglio comunale, con l’assessore all’ambiente, Italo Porcile, che in risposta a un’interrogazione ha spiegato che «la prima richiesta non fu accolta in seguito a pareri tecnici», facendo riferimento all’impasse burocratica che ha portato la questione sul tavolo del Consiglio di Stato: dopo la prima approvazione, nel 2013, da parte della Regione, era stato Tursi a mettere un freno, dimenticandosi però di comunicare il parere negativo nei termini di legge e fornendo di fatto alla cooperativa un appiglio per rivolgersi al Tar, che ha dato ragione al suo presidente. 

«Nell’arco di due anni di contenzioso è stata richiesta una nuova localizzazione: non più in porto, ma nel Levante», ha proseguito Porcile, prima di passare la “patata bollente” nelle mani del Municipio Levante e del Comune di Bogliasco: «La questione interessa loro».  E se ciò che pensa il Municipio è ormai evidente, non resta che vedere cosa ne dirà Luca Pastorino, sindaco di Bogliasco ed ex candidato alle Regionali liguri sostenuto, tra gli altri, anche dai Verdi. 

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