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Lunedì, 8 Agosto 2022
Cronaca San Martino / Via Francesco Saverio Mosso

Senza battito cardiaco alla nascita, i genitori lo scoprono dopo sei giorni

Durante la sua permanenza in ospedale, la mamma non è stata informata di quanto avvenuto. Il giorno delle dimissioni è andata a casa senza la cartella della figlia, pare per un'incomprensione, e ha finito per ritirarla solo in occasione della visita di controllo

Giulia (il nome è di fantasia) ora è a casa con la sua famiglia, sta bene, è viva. E lo è grazie ai medici, che "le hanno salvato la vita", come racconta la sua mamma. Ma quello che è successo all'ospedale San Martino potrebbe presto essere oggetto di un'indagine interna, come invocato dall'avvocato della famiglia, Edoardo Polacco.

In questo luglio bollente in città, la mamma di Giulia arriva in ospedale per partorire, mentre il papà è a casa con l'altro figlio. Non può essere vicino alla sua compagna fisicamente, ma può assistere all'arrivo di sua figlia in video. Momenti emotivamente travolgenti. Poi eccola. Tempo di vederla che subito però la piccola viene avvolta in un telo verde e portata via.

Per circa quattro ore mamma Giovanna (sempre nome di fantasia) chiede notizie di sua figlia e, quando le viene portata in camera, le dicono "che è stata tenuta tutto questo tempo per farle alcuni controlli poiché nei mesi precedenti del parto c'era stata un'infezione delle vie urinarie, che ha comportato un cambiamento del liquido amniotico, che ha apportato uno sbalzo della temperatura corporea della bambina e quindi è stata monitorata e messa in incubatrice", racconta la mamma della bimba.

Due giorni dopo aver partorito, Giulia e sua mamma tornano a casa con in mano solo il foglio di dimissioni della donna, ma non quella della neonata. Giovanna riferisce di aver parlato con una ragazza con camice bianco e righe arancioni, pensando fosse del nido, la quale le ha detto che avrebbe potuto ritirare in seguito la relazione della piccola. Sapendo che negli ultimi due anni sono cambiate molte procedure, la donna si è fidata. Secondo un medico del reparto, a giudicare dalla divisa, la ragazza poteva essere un'addetta alla consegna dei pasti.

Giovanna dice anche di essere stata rincorsa fuori dall'ospedale da un'infermiera, che le ha chiesto in che letto era, e, ottenuta risposta, l'avrebbe salutata. Qualche ora più tardi dall'ospedale chiamano il compagno di Giovanna, facendo appunto notare che non è stato ritirato il foglio della piccola. Ma la famiglia, essendo già tornata a casa e non disponendo nell'immediato di un'auto, ha deciso comunque di recarsi in ospedale nei giorni seguenti per la visita di controllo.

In quell'occasione, ovvero sei giorni dopo il parto, nel ritirare la relazione, la famiglia ha scoperto che la piccola, appena venuta al mondo, era stata rianimata e che il suo cuore era rimasto fermo per circa un minuto. Un'informazione che probabilmente avrebbero potuto ricevere prima, se fossero tornati in ospedale il giorno delle dimissioni, ma comunque due giorni dopo il parto.

"Capisco che magari certe notizie non sono facili da dare a una mamma che ha appena partorito - dice Giovanna - ma il personale aveva il numero di telefono di mio marito e poteva chiamarlo e dirgli cosa era successo. Io spero che mia figlia non avrà mai problemi di salute legati a questa vicenda, ma, lo avessimo saputo subito, ci saremmo attivati per garantirle tutta l'assistenza di cui avrebbe potuto avere bisogno".

La replica dell'ospedale

La direzione sanitaria dell'ospedale San Martino comunica che la bambina gode di ottima salute ed è stata gestita in maniera ineccepibile dai professionisti della Neonatologia del Policlinico sia durante il parto sia nei giorni a seguire. A fronte della prassi consolidata, per i professionisti della Neonatologia, di incontrare i genitori prima che questi lascino la struttura purtroppo, per un problema di comunicazione tra le parti, non è stato possibile consegnare il cartellino di dimissione della bambina.

Sul cartellino vengono segnalate le eventuali criticità avvenute nel corso del ricovero e il momento della consegna viene generalmente utilizzato per rappresentare ai genitori le raccomandazioni del caso. A seguito della mancata consegna del cartellino di dimissione il reparto si è preoccupato di contattare telefonicamente il padre della bambina, che ha deciso di non recarsi nuovamente in ospedale, attendendo la successiva visita ambulatoriale già programmata e avvenuta due giorni dopo.

Si precisa inoltre che la bambina non è mai andata in arresto cardiaco, né tanto meno è risultata bradicardica.

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