Comitati contro la nave del tour di Vasco: «Troppo inquinante»

I cittadini hanno consegnato un esposto in Procura. Come il Rapsody sono tanti i traghetti costruiti prima del 2000 con motori di vecchia concezione e altamente inquinanti

Foto tratta dal Comitato Tutela Ambientale Genova

La nave del tour di Vasco fa troppo rumore. Non si tratta delle performance rock proiettate all'interno nella sala cinema ma dei motori del traghetto Rapsody. Un mezzo che, oltre a essere molto rumoroso, sarebbe altamente inquinante per le sue emissioni di ossidi di azoto. A dirlo, almeno, è il comitato tutela ambientale di Genova, che dati alla mano ha consegnato un esposto alla Procura.

L'esposto in Procura

La denuncia del comitato getta luce sulle attuali norme vigenti in materia. «Questo traghetto altamente inquinante per gli ossidi di azoto e per il rumore non è sottoposto ai limiti di emissioni di ossidi, perchè costruito prima del 2000 - spiegano dal Comitato - in Francia e in Corsica non avrebbe potuto circolare, ma da noi è bastato sfoggiare una nuova livrea...Il Vasco!..e via».

Il Rapsody è attualmente in servizio sulla linea Genova-Porto Torres, con tre partenze settimanali.  «È stato registrato nel 1996 ad Ajaccio con il nome Napoléon Bonaparte», raccontano i cittadini riuniti nell'associazione di tutela ambientale. 

La storia della nave del Blasco

«Nel 2012 nel porto di Marsiglia si schiantò sulla banchina e a causa dell'urto si aprì uno squarcio nella fiancata di dritta della nave, che iniziò ad imbarcare acqua a poppa. Dopo qualche giorno, chiusa provvisoriamente la falla, iniziarono le opere di pompaggio, tanto che il relitto fu rapidamente stabilizzato». Il traghetto inizialmente destinato alla demolizione andò in cantiere: «Dopo una prima riparazione allo scafo nei Chantier Naval de Merseille, la nave, riportata in galleggiamento, venne posta in disarmo nel porto di Marsiglia, in attesa di un eventuale acquirente. Nell'aprile del 2014 il Napoléon Bonaparte è stato ceduto a titolo definitivo dalla SNCM all'italiana SNAV (gruppo MSC dell'armatore italo-svizzero Aponte)».

Il Rapsody non è l'unico traghetto costruito prima del  2000; gli incobusti e le polveri prodotti da questi motori di vecchia concezione si depositano a chilometri di distanza. Una minaccia per la salute che riguarda tutti i cittadini non solo i residenti del quartiere di San Teodoro che conviviono quotidianamentie con l'inquinamento marittimo.

L'inquinamento marititmo: soluzioni all'orizzonte

Nel frattempo, a Tursi si annuncia il silenzio dei motori a due tempi, con il divieto di circolazione per le Vespe ma secondo Arpal le sorgenti che emettono le maggiori quantità di NOx in atmosfera sono le attività marittime (62%) e in particolare le navi in stazionamento. Il Comitato dopo aver incontrato Armatori, Comune e Regione ha avanzato delle proposte sul modello di porti virtuosi come Venezia, Civitavecchia, Napolil e Ancona. La prima è stata accolta con un accordo firmato lo scorso giugno al Genoa Blue Agreement, su iniziativa della Capitaneria di porto, per l'utilizzo di carburante a basso contenuto di zolfo da parte delle maggiori compagnie di navigazione (tra le quali Msc e Costa ). Il provvedimento riguarda i porti di Genova e Savona, la conversione del carburante avverrà a partire da 12 miglia dalla costa. 

La seconda soluzione riguarda invece l'elettrificazione delle banchine. Dal report di un convegno andato in scena a Palazzo San Giorgio alla presenza dei tecnici dell'Autorità portuale di sistema, si legge che proprio il cold ironing, ovvero il sistema che prevede l’elettrificazione delle banchine per consentire alle navi in sosta nei porti di alimentarsi spegnendo i generatori di bordo, è già realtà nel Porto di Genova con la prima iniziativa green attuata nell’area delle riparazioni navali. Questo sistema sarà pronto per essere utilizzato al terminal Psa di Pra’ entro un anno. Il progetto, che vale circa 12 milioni, di cui 8 direttamente erogati dall’AdSP, lo scorso 8 maggio, completate tutte le fasi autorizzative e progettuali, ha ricevuto il via libera definitivo appaltando i lavori alla ditta Nidec, che inizierà non appena saranno terminate le selezioni dei suoi fornitori. Serviranno 14 mesi dalla data dell’8 maggio per completare l’opera.

I tecnici del settore Ambiente della ADSP hanno fatto il punto sullo stato dell’arte precisando come l’impegno sia di estendere il cold ironing ad altre zone del porto. Sarebbe in fase di studio anche la realizzazione di un sistema analogo per i traghetti che scalano la Stazione Marittima, davanti al quartiere di San Teodoro.

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