Il caso a Lavagna: «No ad albero di Natale e luminarie, investiamo sulla cultura»

Gian Alberto Mangiante, eletto primo cittadino lo scorso maggio, ha investito i fondi previsti per Natale nella pulizia della cappella di Palazzo Franzoni, sede del Comune

Niente luminarie, addobbi e albero per il Comune di Lavagna. Il sindaco Gian Alberto Mangiante, subentrato ai commissari che hanno gestito il Comune dal 2016 sino alle elezioni dello scorso maggio, ha deciso di concentrarsi sul dissesto economico in cui si trova l’amministrazione, scegliendo il risparmio e la sobrietà per questo Natale.

I fondi per albero e luminarie sono andati, quindi, al restauro e alla pulizia dell’antica cappella di palazzo Franzoni, sede del Comune, che verrà anche riaperta al pubblico. La chiesetta, inaugurata venerdì mattina proprio alla presenza del sindaco, risale al fine Seicento ed era usata in precedenza come magazzino. Durante le pulizie è inoltre venuta alla luce, sotto una lastra di ardesia vicino all’altare, una segreta in cui è stata ritrovata una reliquia che potrebbe essere legata a San Leone Magno, e che gli esperti adesso valuteranno insieme con la Soprintendenza.

La decisione di Mangiante, sindaco da poco più di 7 mesi, sembra avere incontrato l’approvazione dei cittadini di Lavagna, che ormai da anni combattono contro il danno d’immagine causato dalle inchieste giudiziarie legate a infiltrazioni mafiose e le difficoltà economiche in cui il Comune versa.

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