menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Il cardinal Bagnasco in visita ai detenuti di Marassi: «Un Natale di prova»

Il presidente della Cei ha celebrato la consueta messa di Natale alla cattedrale di San Lorenzo per poi far visita al carcere di Marassi e al pranzo della Comunità di Sant'Egidio

Genova - Si è tenuta questa mattina la consueta messa di Natale celebrata a San Lorenzo dal cardinale Angelo Bagnasco. Oltre all’omelia tenuta nella cattedrale genovese la “location” scelta è stata quella del carcere genovese di Marassi, dove il presidente della Cei ha incontrato i detenuti.

«Le carceri siano ambienti sempre meglio adeguati e la detenzione possa aiutare di più il reintegro di ciascuno – ha sentenziato il cardinale - Sarebbe bello, ed è quello per cui insistiamo che la società si impegni perché i tempi della pena siano vissuti in modo migliore. La società rifletta: una parte dei propri figli deve poter ricostruirsi nella giustizia ma in modo più congruo».

Bagnasco ha quindi parlato della libertà «insieme agli altri per creare un bene più grande dove tutti possano vivere in pace nella sicurezza e nella gioia». Alla celebrazione era presente il cappellano del carcere di Marassi don Paolo Gatti e i volontari della Comunità di Sant'Egidio.

«La contingenza dura che stiamo vivendo deve essere vissuta come limite che ci spinge a mettere insieme le risorse di intelligenza e di cuore per costruire con fiducia un domani più sereno per tutti, a cominciare dai più deboli. Questo è un Natale di prova e per questo dobbiamo ancor più allargare lo sguardo e stringere i legami dell'amore». Aveva affermato in precedenza durante l'omelia per la messa di Natale in cattedrale a Genova.

«I limiti umani – ha detto Bagnasco - ricordano che ciascuno ha bisogno degli altri e che tutti hanno bisogno di Dio. Ci ricordano che l'uomo si realizza solo nel dono di sé, cioè quando vive la relazione con gli altri e ne accetta i legami che, nella famiglia, con gli amici, nel lavoro, nella società, non sono il contrario della libertà ma la sua condizione. La società odierna cammina sul sentiero dell'individualismo esasperato ma va verso il baratro del disumano, dove sopravvive chi è più forte e scaltro». Il rimedio è «fare come i pastori del Presepe» che «sono l'invito ad uscire da noi stessi per andare verso gli altri, chiedere e donare ascolto, comprensione, sostegno».

Infine il saluto agli ospiti del pranzo di Natale organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio nella sala dell’Annunziata: «La solitudine è brutta come la fame» ha sentenziato  il cardinale.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Caligo: Genova si sveglia (ancora) nella nebbia, le foto più belle

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

GenovaToday è in caricamento