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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Svolta nel delitto di Nada Cella: dopo 25 anni indagata una donna

Il delitto di via Marsala a Chiavari è uno degli omicidi irrisolti più famosi della storia italiana. Dopo un quarto di secolo, nuove analisi sui reperti riaprono il caso

Un cold case riaperto dopo 25 anni: il delitto di via Marsala. Grazie alle nuove analisi sui reperti, l'omicida di Nada Cella ora potrebbe avere finalmente un nome. 

La Procura di Genova ha iscritto tre persone sul registro degli indagati per l’omicidio della ragazza, allora 25enne uccisa il 6 maggio 1996 a Chiavari, nello studio del commercialista Marco Soracco per il quale lavorava. Una donna che oggi ha 53 anni, Annalucia Cecere, è accusata di omicidio; lo stesso Soracco e la madre sono invece accusati di false dichiarazioni al pubblico ministero.

La ragazza era stata trovata agonizzante ma ancora in vita da Soracco che chiamò subito il 113 (nel 1996 il soccorso non era stato ancora unificato nel numero 112), chiedendo aiuto con voce concitata e subito dopo telefonò a sua madre, che abitava con lui al piano superiore all'ufficio. Nada venne trasportata prima al pronto soccorso di Lavagna e, dopo alcuni disperati tentativi di salvarle la vita, al San Martino dove morì in rianimazione.

L’ipotesi iniziale, nei momenti dopo il ritrovamento della donna, fu di una tragica caduta, ma successivi accertamenti dimostrarono che Nada era stata picchiata, sbattuta contro il muro e poi colpita alla testa con qualcosa di pesante che le aveva fratturato il cranio. Le indagini erano partite immediatamente, ma non sono mai arrivate a una conclusione definitiva.

Dallo scorso maggio, però, sono passate alla Squadra Mobile di Genova, guidata dal dirigente Stefano Signoretti e, dopo sei mesi, ecco la svolta, che deriva principalmente dagli sforzi della famiglia Cella, ancora determinata a sapere la verità dopo un quarto di secolo, e dalle nuove tecnologie applicate alle investigazioni.

All'epoca dei fatti la scena del crimine era stata fortemente inquinata (la madre di Soracco aveve dato una pulita alle stanze) ma ogni oggetto disponibile era stato repertato; oggi l’analisi del dna ritrovato dal genetista Emiliano Giardina, incaricato anche dell'analisi sul reperto che si terrà domani, dovrà stabilire se è la Cecere ad aver massacrato Nada Cella con un oggetto contundente mai ritrovato il 6 maggio del 1996, ma anche se Soracco e la madre hanno visto la donna uscire dall’ufficio tacendolo, però, in sede di interrogatorio.

Il movente potrebbe essere legato alla gelosia: gli investigatori, coordinati dal Pm Francesco Pinto, ritengono che la Cecere fosse innamorata del commercialista a sua volta invaghito di Nada.

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