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In missione a Gaza

L'associazione genovese Music for Peace Creativi della Notte onlus è in missione nella Striscia di Gaza per distribuire il materiale raccolto grazie al contributo di molti cittadini. Ma la situazione fra Israele e Palestina è sempre delicata

Genova - Domenica 24 febbraio 2013 in città è trascorsa fra allerta neve ed elezioni politiche. In Medio Oriente è stata una giornata ancora più movimentata. L'associazione genovese Music for Peace Creativi della Notte onlus è in missione in questi giorni nella Striscia di Gaza per distribuire il materiale raccolto grazie al contributo di molti cittadini.

Come descritto nel diario di bordo che segue, la Striscia di Gaza è il luogo dove è stato ucciso Vittorio Arrigoni, volontario italiano amico di Music for Peace. Ieri una nuova puntata del processo a carico dei suoi assassini, purtroppo una nuova pagina buia della storia di Gaza.

Ma ieri, come riportano radio e telegiornali, c'è stato un altro episodio che mette nuovamente a repentaglio la pace nella zona. Sentiamo di cosa si tratta dal racconto di un gruppo di genovesi in missione a Gaza.

Domenica 24 febbraio 2013, diciassettesimo giorno

7 sveglia e bucato
9.30 il team di missione parte per raggiungere il magazzino. Inizio carico dei materiali delle varie associazioni
14 rientro a casa
17 ritorno in magazzino
21 termine del carico dei materiali
21.30 cena
23 rientro a casa e lavorazione dei materiali

La sveglia l'abbiamo puntata presto. Alle 7 siamo in piedi. Trascorriamo la nostra prima mezz'ora del giorno a fare il bucato. Colazione. Prepariamo la borsa dei documenti. Oggi sarà indispensabile. Arriva Anas e partiamo con destinazione magazzino.

Per le strade si respira un'aria non troppo tranquilla. Stanotte da qui è partito un missile kassam. Questa è la risposta di quanto accaduto nelle ore scorse. Ieri è morto Arafat Jaradat, prigioniero palestinese, durante un interrogatorio all'interno delle carceri israeliane. Un infarto ha fermato il suo cuore. Un inspiegabile morte, come altre migliaia di morti.

In questo momento in West Bank i palestinesi sono in fermento, sembra che la terza Intifada sia in procinto di nascere. Qui all'interno della Striscia non vi è ugual situazione. Dopo più di mezzo secolo di abominio non è semplice reagire senza forza armata.

Riflettiamo all'interno del magazzino spostando coperte e pacchi famiglia. Rimaniamo in attesa che i referenti delle associazioni vengano a ritirare il materiale assegnato. Alle 14 chiudiamo il portellone del magazzino e prendiamo la direzione di casa. I bambini sono usciti da scuola. Qualcuno di loro ci saluta dalla macchina e altri ancora rincorrono il mezzo su cui siamo.

Arriviamo in stanza. Veloce pranzo e subito siamo impegnati a sistemare i documenti compilati nella mattina. La famiglia che abita sopra di noi ci invita per un the. Accettiamo con vero piacere. Trascorriamo mezz'ora rispondendo a tantissime domande. Suona il telefono e riceviamo una spiacevole notizia.

La presentazione del libro di Egidia Beretta è stata posticipata al 17 marzo causa neve. Non ci sarà quindi nessun collegamento. Non avremo la possibilità di parlare con l’amico Andrea (Don Gallo), Megu e tanti altri amici. Siamo assai dispiaciuti, sarebbe stata un’esperienza forte. Parlare con mamma Egidia da Gaza è un qualcosa che prende il cuore e stringe la gola.

I ricordi nella testa di Stefano si fanno nitidi. La prima carovana in Gaza Strip nel 2009 fu allora che Vittorio approfondì la conoscenza di Music for Peace. Dopo circa dieci giorni di blocco sul border di Rafah Stefano ricevette una chiamata “Mi raccomando Ste non mollate, tenete duro. Dovete resistere e non abbandonare il materiale”. Era Vik (Vittorio Arrigoni n.d.r.).

All'ingresso in Striscia, dopo 31 giorni di 'resistenza' iniziarono le distribuzioni insieme a Vittorio. Stefano si fa cupo e abbassa il capo. Non è stata una grande giornata per lui,  per nessuno di noi e per nessuno nel resto del Mondo. Oggi si è compiuta una grande ingiustizia. La corte, qui a Gaza, ha accettato la riduzione di pena per uno dei complici dell’uccisione di Vittorio. Nessuna parola può essere spesa per descrivere lo stato d'animo.

Torniamo al magazzino che ormai è pomeriggio inoltrato. Si presentano Al Najda (Gaza City) e Zakher (Gaza Est). Rimane il materiale per le associazioni che incontreremo domani. Chiudiamo nuovamente il capannone. Sono le 21. Destinazione casa di Anas, la nostra famiglia palestinese. Alle 23 siamo a casa e con sufficiente stanchezza in corpo tuffiamo le nostre teste sul materiale da lavorare. Subito a letto, domani altra giornata di carico materiali.

Buonanotte. Ciao Vittorio, anche questa volta sei tornato a Gaza con noi.
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