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Cronaca

Petrolio nel Varenna, sequestrato l'oledotto dell'Eni

Non si arresta la fuoruscita di greggio dai depositi petroliferi. Si presume una falla nella parte sotterranea dello stabilimento, le indagini sono affidate ai carabinieri del Noe e ad Arpal coordinati dalla procura

La procura di Genova ha disposto il sequestro dell'oleodotto Fondega Nord dell'Eni a Multedo. Per la precisione, della parte che dal centro di stoccaggio va verso la raffineria. Non si arresta la fuoriuscita di greggio dai depositi petroliferi al torrente Varenna e si presume che ci sia una falla nella parte sotterranea dello stabilimento.

Per questo motivo il pubblico ministero Eugenia Menichetti, che ha aperto un fascicolo per inquinamento colposo, dopo il sopralluogo di stamattina con i carabinieri forestali e l'Arpal ha imposto i sigilli.

Era stata la stessa Eni, martedì scorso, ad ammettere la fuoriuscita di idrocarburi quantificando la perdita in circa quattro mila litri. Ma potrebbero essere molti di più visto che la perdita, secondo la procura, sarebbe ancora attiva. Nelle prossime ore potrebbero arrivare i primi indagati.

La società aveva spiegato che lo sversamento è "avvenuto durante le operazioni propedeutiche agli interventi di manutenzione straordinaria dell'oleodotto Genova Pegli, su un'area pavimentata all'interno del deposito". Per evitare che il petrolio arrivasse in mare sono state posizionate delle panne assorbenti. 

Sullo sversamento indaga anche la prefettura che ha chiesto una dettagliata relazione. Secondo la legge 105, la cosiddetta Seveso, i depositi petroliferi come quello di Multedo rientrano nei siti nazionali "a grande rischio" e quindi soggetti a una speciale regolamentazione: anche in caso di incidente, le perdite non devono arrivare all'esterno dello stabilimento. 

Durante il consiglio comunale di ieri, rispondendo alle interrogazioni a risposta immediata delle consigliere Rita Bruzzone (Partito Democratico) e Francesca Ghio (Lista rosso-verde), che chiedevano le azioni messe in atto dalla Civica Amministrazione per limitare i danni ambientali prodotti dallo sversamento e ridurre i disagi agli abitanti di Pegli e Multedo, l’assessore Campora ha spiegato che “l’Amministrazione, pur non avendo la competenza diretta su eventi come quello avvenuto a Pegli, attraverso la Direzione Ambiente è in contatto diretto con gli Enti preposti al fine di portare avanti attività di sensibilizzazione con ENI ed altre aziende che svolgono attività” come quella di stoccaggio di prodotti petroliferi.

“Attendiamo che le operazioni di bonifica terminino nel periodo più breve possibile, dopodiché sarà mia cura, tramite la nostra Direzione, avere e trasmettere al Consiglio Comunale tutte le informazioni che ci saranno comunicate. Al momento - aveva concluso Campora - ci sono delle indagini in corso ed i relativi atti sono secretati”.

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