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Caso multe in via Alessi: Bucci "sotto attacco" dà la sua versione a Tursi

Il sindaco nega di avere chiesto agli agenti della Municipale di smettere di staccare sanzioni, e nega di avere agito perché è accaduto sotto casa sua. La polemica non si placa

«La buona notizia è che dopo tutto questo cancan tutti vedranno i cartelli»: ha esordito con l’ironia, il sindaco Marco Bucci, rispondendo ai consiglieri (Crivello, Lodi e Pirondini) che in consiglio comunale hanno chiesto spiegazioni su quanto accaduto in via Alessi, a Carignano, lo scorso sabato, e sull’ormai ribattezzato “caso multe”

Nel corso dell’intervento, però, l’ironia ha lasciato spazio alla rabbia, legata sopratutto a quelle che il sindaco ha definito «insinuazioni» sulla presenza della sua auto tra quelle multate e sulla sua presunta richiesta di interrompere il lavoro della Municipale, da cui è anche nata un’accesa discussione con Luca Pirondini: «Al consigliere Pirondini assicuro che io dico sempre la verità, e se qualcuno pensa di cogliermi in fallo sbaglia», ha detto Bucci, prima di passare a chiarire cosa sia accaduto sabato mattina.

«Non è assolutamente vero che ho impedito agli agenti di proseguire, e diffido chiunque dal dire una cosa del genere - ha tuonato il sindaco - Sabato mattina sono uscito di casa alle 8.15, è venuto da me un operatore dell’Amiu che conosco molto bene perché lavora nella mia strada, era preoccupato e mi ha detto che c’era un grosso problema. In effetti in strada c’erano una novantina di macchine parcheggiate, e questo nonostante che ci fossero i cartelli fissi che indicavano la pulizia. Mi sembra evidente quindi che ci sia stato un problema di comunicazione, perché la prima volta che facciamo un cambiamento grosso, e cioè che utilizziamo i cartelli fissi al posto di quelli a cavaliere, qualcosa non ha funzionato».

Bucci ha detto di essersi rivolto agli agenti che stavano multando le auto per chiedere spiegazioni, e di essersi sentito rispondere che erano stati chiamati proprio da Amiu: «A quel punto ho chiesto di parlare con il comandante (Gianluca Giurato, ndr), ma l’agente non aveva il numero e dunque me lo sono cercato e andandomene via l’ho chiamato». 

Ha chiesto al vigile con cui ha parlato, o al comandante al telefono, di far sospendere il lavoro degli agenti, e dunque le multe (risparmiando di fatto una cinquantina di auto, mentre 40 avevano già la multa sotto il tergicristallo)? «Assolutamente no - ha detto Bucci - Se Amiu avverte dello spazzamento della strada, e la procedura non funziona, vuol dire che l’avvertimento non è arrivato a nessuno, quindi al comandante ho suggerito di mettere in pratica il sistema che si usa in tanti paesi, e cioè il warning, con cui si identifica un’auto che è in contravvenzione: la prima volta arriva un avvertimento, se la ripete per due volte, paga doppio. Ritengo che in casi come questi, in cui si cambiano usi e consuetudini che vanno avanti da anni, vada usato un metodo di questo genere, perché non penso che la soluzione sia mettere multe a 100 macchine. Come è successo in via Alessi può succedere anche in altre vie»

A chi gli ha contestato “l’intromissione”, Bucci ha quindi chiarito che «di fronte a una cosa che non funziona, l’amministratore deve interromperla. Se poi accade sotto casa mia o da un’altra parte non deve essere un problema, io non posso esimermi dal fare il sindaco nella via dove abito. Anzi esigo e pretendo - ha tuonato al microfono - di avere diritto e dovere di fare il mio lavoro anche sotto casa mia».

Infine l’invito ai consiglieri comunali: «Se un amministratore va in giro, vede un errore e cerca di mettere le cose a posto è un onore per la città. Tutte le volte che vedete che c’è una procedura che non funziona ditelo - ha concluso - chiamate chi volete, segnalate. Ma le cose che non funzionano vanno cambiate e noi siamo qui per migliorare la città».

Resta ancora da chiarire, dunque, chi abbia dato agli agenti presenti sul posto l'ordine di rientrare al comando senza finire di multare tutte le auto di fatto in divieto di sosta.

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