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Sabato, 13 Agosto 2022
Cronaca Centro Storico

Chiusura anticipata locali movida, il Tar boccia il provvedimento del Comune

Palazzo Tursi aveva deciso di disporre la chiusura anticipata di alcuni locali del centro storico genovese per contrastare gli eccessi della movida che stava creando problemi agli abitanti della zona. Gli esercenti hanno fatto ricorso al Tar che ha accolto le loro istanze

Il Comune di Genova aveva affrontato il problema della movida incontrollata nel centro storico, a seguito delle lamentele dei residenti, emenando ordinanze che imponevano ad alcuni locali dei vicoli la chiusura dell'attività alle 23.30 tutti i venerdì, sabato, domenica e nei giorni prefestivi e festivi.

I titolari di questi esercizi hanno deciso di far ricorso al Tar contro questi provvedimenti per richiederne l'annullamento e per ottenere un risarcimento dei danni conseguenti alla limitazione dell'attività. I giudici amministrativi hanno dato ragione ai ricorrenti giudicando, tra le altre cose, i provvedimenti comunali immotivati poichè colpivano solo alcune attività commerciali dei caruggi.

Il Comune di Genova aveva adottato i provvedimenti con l'obiettivo di conciliare il fenomeno della cosiddetta movida con “le esigenze di tutela di quiete pubblica e salute dei residenti”. La misura però rigurdava solo alcune specifiche attività che, secondo le motivazioni del provvedimento di Tursi, erano responsabili della  "maggior presenza di assembramenti di persone ed i fenomeni incivili e molesti che ne conseguono" nei tratti di strada antistanti le attività medesime.

L’Amministrazione ha ritenuto che esistesse un “concreto legame” tra l’esercizio di quelle attività commerciali e il disturbo della quiete pubblica tale da giustificare il provvedimento di riduzione dell’orario di apertura degli stessi locali.

Il tribunale amministrativo ha dichiarato illegittime le ordinanze, poichè la decisione di chiudere in anticipo solo alcuni locali che, secondo il Comune, sarebbero ubicati nelle zone del centro cittadino interessate dal fenomeno della movida, è priva di criteri specifci per “selezionare” le attività meritevoli di tale misura.

Inoltre giudici hanno specificato che nessuna delle criticità riferite nella motivazione dell'atto, come assembramenti di persone, schiamazzi e getto al suolo di rifiuti, appare riconducibile al controllo dei titolari dei locali dei ricorrenti.

Tra le motivazioni che il Comune ha indicato a sostegno del provvedimenti ci sono segnalazioni alla polizia locale, rilievi fonometrici e riprese video che però riguardano i tratti della pubblica via antistanti gli esrcizi commerciali che sono però, come sottolinea il Tar Liguria, spazi sottratti al potere di intervento dei gestori.

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