Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Centro Storico / Via delle Grazie

Centro storico, chiuso per un mese il Fitz: "Non siamo i responsabili degli eccessi della movida"

Ivan Lombardo, titolare del Fitz di via delle Grazie, protesta dopo il provvedimento notificato dalla Direzione Sviluppo del Commercio del Comune di Genova che ha disposto la chiusura del suo locale per 30 giorni e la successiva riapertura, ma solo fino alle ore 21, per i successivi sei mesi

"Non siamo noi i responsabili degli eccessi della movida". Ivan Lombardo, titolare del Fitz di via delle Grazie, è un fiume in piena dopo il provvedimento notificato dalla Direzione Sviluppo del Commercio del Comune di Genova che ha disposto la chiusura del suo locale per 30 giorni (da venerdì 18 giugno, ndr) e la successiva riapertura, ma solo fino alle ore 21, per i successivi sei mesi. Un locale gestito insieme a un socio in cui lavorano anche altre quattro persone, che oggi sono costrette a rimanere ferme per un mese. 

Nell'ordinanza dirigenziale di sospensione del titolo abilitativo per pubblico esercizio vengono elencate le problematiche legate alla movida del centro storico (al centro di una recente ordinanza del sindaco Bucci che ha vietato il consumo e la detenzione di bevande alcoliche in tutta l’area dalla mezzanotte alle 7 del mattino fino al 1° settembre) citando episodi di violenza, esposti dei residenti e rilievi fonometrici nella zona in cui si trova il locale. Ivan Lombardo, pur riconoscendo i disagi nelle vie limitrofe e nei dintorni del Fitz, puntualizza a Genova Today: "Noi ci appoggiamo a un'agenzia autorizzata dalla prefettura che garantisce la sicurezza nelle adiacenze del locale, di più non possiamo fare. Non abbiamo nemmeno l'autorità per mandare via le persone dalla strada, ma quando si sono verificati eccessi siamo sempre stati i primi a chiamare le forze dell'ordine chiedendo di intervenire. Abbiamo sempre rispettato gli orari e nei fine settimana non abbiamo mai chiuso oltre le ore due nonostante potessimo rimanere aperti fino alle tre. Da giugno 2020 abbiamo sempre chiuso il locale tra l'una e l'una e mezza proprio per evitare che i ragazzi non si fermassero nel pressi del locale"

"Nei giorni precedenti alla chiusura - prosegue Lombardo -  abbiamo ricevuto un controllo da parte della Asl che alla fine ci ha contestato un paio di mancanze sulla raccolta dei rifiuti e sulla tracciabilità dei prodotti. Sono state purtroppo due dimenticanze dovute anche al continuo apri e chiudi causa covid, ma le abbiamo immediatamente sistemate inviando via Pec la documentazione relativa alla messa in regola perché in realtà avevamo già tutto quello che serviva". 

"Abbiamo comunque fatto ricorso contro il provvedimento, che di fatto non cita specifici episodi di violenza avvenuti nel nostro locale - spiega ancora il titolare del Fitz - e che, tra l'altro, ci è stato notificato sul posto 20 minuti prima della chiusura forzata e tre ore prima attraverso Pec. Per un'attività come la nostra un provvedimento del genere è l'anticamera del fallimento, ma faremo tutto il possibile per evitarlo procedendo per vie legali. Siamo sempre stati disponibili al dialogo con i residenti, ma anche con le forze dell'ordine e il Comune, per trovare una soluzione condivisa, anche quella di chiudere a mezzanotte, ma non sempre abbiamo trovato la stessa disponibilità dall'altra parte, soprattutto quella istituzionale. Noi viviamo lo stesso disagio dei residenti, lavorare in determinate condizioni non è assolutamente facile". 

"Non siamo noi - conclude Lombardo - i diretti responsabili degli eccessi della movida. Trovo assurdo che abbiano fatto chiudere senza pensarci delle attività che sono unica fonte di sostentamento per i proprietari e i dipendenti. Trenta giorni sono un mese di stipendio che viene meno ed eravamo aperti da 2 settimane dopo essere stati chiusi da metà ottobre 2020. Sarebbe bastato aumentare le ronde notturne e anticipare la chiusura delle attività più soggette a queste situazioni a mezzanotte, sarebbe bastato parlarne per poter trovare una soluzione insieme, invece ora ci troviamo senza lavoro per un mese".

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