Movida, la marcia dei pubblici esercizi contro Tursi. E scoppia la battaglia dei parcheggi

Commercianti e titolari di bar, ristoranti e pub hanno organizzato un corteo di protesta contro le ordinanze per il prossimo 8 novembre. I residenti di piazza Sarzano, intanto, combattono per contrastare la pedonalizzazione della zona

Non si placa la protesta degli operatori della cosiddetta “movida”, che si preparano a marciare su Tursi per protestare contro le tanto contestate ordinanze entrate in vigore, tra mille polemiche, lo scorso maggio: i titolari dei pubblici esercizi del centro storico si sono dati appuntamento per martedì 8 novembre per un corteo che alle 14 partirà da piazza De Ferrari e arriverà a Tursi, dove la giunta Doria sarà riunita in consiglio Comunale.

Lo scopo è proprio quello di ottenere un confronto diretto con sindaco e assessori che hanno varato le ordinanze, volute per dare un giro di vite al degrado e agli episodi di criminalità del centro storico e di Sampierdarena, spesso causati dall’eccessivo consumo di alcol. Passo indietro: le ordinanze prevedono che i pubblici esercizi chiudano all’una dal lunedì al giovedì, alle 2 il venerdì, il sabato e la domenica, mentre i mini market devono abbassare la saracinesca non più tardi delle 21. Provvedimenti eccessivamente generalisti, tuonano i commercianti della movida, che da mesi denunciano un calo dei profitti legato alla chiusura anticipata e una eccessiva desertificazione del centro storico che non farebbe altro che danneggiare il tessuto economico e sociale di una zona che ha bisogno di essere riqualificata.

La manifestazione è romanizzata dalle associazioni di categoria dei commercianti iscritti ad Ascom e Confesercenti, in prima linea sin dall’entrata in vigore delle ordinanze per chiederne il ritiro e la “riscrittura” sulla base delle esigenze di chi nel centro storico lavora: l’occasione sarà buona anche per consegnare le centinaia di firme raccolte in queste settimane nei pubblici esercizi, i cui titolari hanno anche depositato un ricorso al Tar, di cui si aspetta ancora il giudizio di merito dopo il rifiuto della sospensiva. Le richieste sono sempre le stesse: da un lato ritirare le ordinanze, organizzare un tavolo di confronto con i commercianti e vararne di nuove, dall’altro aumentare i controlli nelle zone considerate maggiormente a rischio per far rispettare i divieti, e installare presidi fissi delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza. 

E mentre si combatte sugli orari di apertura dei pubblici esercizi, con i titolari di ristoranti, bar e pub che già pensano alle festività natalizie, Capodanno in primis, e all’eventualità di essere costretti a presentare il conto ai clienti appena passata la mezzanotte per non incorrere in sanzioni, sempre nel centro storico si discute anche per il progetto di pedonalizzazione di piazza Sarzano, con i residenti della zona decisamente contrari al progetto avanzato dall’architetto Susanna Bordone, e appoggiato dal presidente del Municipio Centro Est, Simone Leoncini, che prevede l’eliminazione dei parcheggi nello spiazzo davanti alla chiesa e l’installazione di nuove panchine.

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Lo scopo è rendere la piazza più abitabile ed eliminare la “sosta selvaggia”, anche se per il comitato spontaneo della piazza, capitanato da Claudio Garau, e per la presidente del Civ, Antonella Davite, la perdita dei parcheggi non significherebbe soltanto disagi ai residenti, ma anche fornire nuova linfa al degrado. Sull’argomento, Municipio e Comune hanno promesso un’assemblea pubblica in cui residenti e commercianti potranno confrontarsi ed esprimere i propri timori.

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