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Sulla A7 come in pista, il 'lunedì con gli amici' di un motociclista milanese

Tre motociclisti sono stati sorpresi dalla polizia stradale di Genova a sfrecciare all'impazzata lungo l'autostrada A7 nascondendo le targhe

È passata appena una settimana da quando un pilota (vero) ha perso la vita in un tragico incidente su una pista (vera), sono trascorsi solo alcuni giorni dall'ennesima caduta di una due ruote proprio su quello stesso tratto teatro di questa vicenda. Eppure c'è chi ancora pensa che la strada sia solo un luogo deputato al proprio divertimento e tutti gli altri che sopra vi circolano solo degli ostacoli da mettersi alle spalle più velocemente possibile.

È così che lunedì scorso le telefonate al centro operativo della polizia stradale di Genova avvisavano della presenza di tre motociclisti senza targa che sfrecciando lungo le curve della A7, l'autostrada Milano - Genova, avvicinandosi rapidamente al capoluogo ligure.

Subito le pattuglie venivano allertate e innescando un meccanismo ormai rodato si posizionavano a distanza di alcuni chilometri. Una aspettando il passaggio dei tre, l'altra pronta a rallentare il traffico in sicurezza così da rendere l'avanzare poco agevole, una sorta di safety car.

Al passaggio dei tre infatti il dispositivo veniva messo in atto ma due dei tre motociclisti riuscivano a fare lo slalom tra i veicoli rallentati e, sfiorando gli agenti che li aspettavano, a superare quel blocco. Ora negli uffici si stanno analizzando i video e i transiti dei fuggitivi.

Il terzo motociclista veniva invece intercettato e una volta levatosi il casco integrale che indossava a corredo della sua tuta di pelle si scopriva che l'improvvisato e pericoloso pilota era un quarantacinquenne di Milano, R.F., che ammetteva di essersi concesso quel lunedì per divertirsi con amici e con la sua moto, forse dimenticando che sulla pista da loro scelta circolava anche tanta altra gente che nulla voleva avere a che fare con tali aspirazioni.

Il totale delle sanzioni a lui contestate, riguardanti soprattuto la velocità troppo elevata e il fatto di avere occultato la targa (addirittura ripiegandola totalmente sotto la sella) si aggirava intorno ai 300 euro. Come sanzione accessoria per le infrazioni riguardanti la targa vi era però anche il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi.

R.F. sbiancava quando vedeva arrivare il carro attrezzi che avrebbe portato via la sua amata moto ma restava in silenzio e firmava di buona lena tutti gli atti prodotti dagli agenti.

Più tardi alla caserma della Stradale di Genova Sampierdarena si presentava il conducente del carro attrezzi: il motociclista era andato in escandescenza una volta rimasto solo con lui e non accettando di perdere il proprio veicolo, anche se solo momentaneamente, aveva iniziato a distruggere il mezzo di soccorso con calci e violenti colpi con il casco.

Mentre gli agenti si rimettevano sulle tracce dei suoi compagni di viaggio, per lui scattava anche una querela per danneggiamento.

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