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Moschea a Coronata, riprendono i lavori tra le polemiche

Le ex officine Passalacqua in via Coronata 2, a due passi da piazza Massena, saranno il nuovo luogo di culto per la comunità islamica. Perplessità e paure dei residenti

Genova - I lavori sono già iniziati ed entro un anno le ex officine Passalacqua, a Coronata, diventeranno la prima moschea, seppur provvisoria, a Genova.

Più che moschea, sarà un luogo di culto per musulmani, visto che per essere definita tale servirebbero anche gli elementi architettonici che la contraddistinguono e che saranno impossibili da adottare nel complesso di via Coronata 2, a due passi da piazza Massena.

Dopo la cerimonia di fine ramadan tenutasi alla Sala Chiamata del Porto, l’imam Husein Salah aveva messo pressioni al sindaco Marco Doria richiedendo maggio rapidità nei lavori, ed ecco fatto.

Lo stabile di Coronata, acquistato nel 2001 dalla comunità islamica, è pronto a sostituire entro breve la sala di preghiera di via Sasso, a Sampierdarena. Una soluzione in ogni caso provvisoria, visto che il sindaco di Genova ha promesso una migliore ubicazione per la moschea, in centro o al Lagaccio.

I lavori sono già iniziati, con gruppi di volontari che stanno pulendo giornalmente l’interno della sala principale, ma da come si può facilmente intuire dalle foto sono ancora ad uno stato embrionale.

Ma proprio l’avvio dei lavori ha iniziato a far rumoreggiare i residenti, è bastato scattare qualche foto al complesso di via Coronata che già alcuni passanti si sono fermati a parlare con noi, esprimendo dubbi e paure per la costruzione della moschea.

«Non è per razzismo, ma qui è un posto rischioso per costruirla – ci dice una pensionata residente proprio in via Coronata. La strada è strettissima, dove parcheggeranno le macchine. Si creerà un traffico incredibile. L’errore è stato alla base, quando avevano venduto il complesso dovevano mettere il veto alla costruzione di un luogo di culto. Purtroppo a Cornigliano viviamo anni difficili, non c’è nulla per i giovani e cresce la rabbia, non vorrei che una moschea alimentasse la tensione. Mesi fa ho sentito dire da un gruppo di ragazzi “la facciamo saltare in aria”, a conferma che la convivenza non sarebbe facile».

Le fa eco un’altra residente in via Coronata, impiegata di 42 anni: «Vivo qui da una vita, ma penso sia la posizione peggiore dove mettere una moschea. Sono tutti bravi a parlare quando le cose succedono distanti da casa propria. Non oso davvero immaginare il caos di macchine in questa via. Già quando passa un bus è tutto bloccato. Sono dell’idea che sono ben altri i problemi da affrontare, sicurezza in primis. Quando esco di casa per le 5 per andare a lavorare e passo da piazza Massena non mi sento sicura, cerchiamo di fare qualcosa per questo, altro che moschea».

Chiude il discorso con poche parole un’altra pensionata, arrivata a “discussione” in corso: «La moschea? C’è poco da dire, si sono comprati il palazzo e faranno quello che vogliono. Ormai dobbiamo convivere con queste cose, non si può vivere con la paura».

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