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Morte di Martina Rossi, la Cassazione annulla le due assoluzioni: sì al nuovo processo

Il procedimento in appello ad Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi va rifatto: il verdetto è arrivato giovedì pomeriggio, consentendo ai genitori della ragazza di sperare in un esito differente

Il processo d’appello sulla morte di Martina Rossi va rifatto: l’ha deciso la Corte di Cassazione, annullando le assoluzioni emesse nei confronti dei due ormai trentenni di Castiglion Fibocchi Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, accusati di tentata violenza sessuale nei confronti della studentessa genovese morta il 3 agosto del 2011 precipitando dalla finestra di un hotel di Palma di Maiorca.

Il verdetto è arrivato dopo una lunga seduta in camera di consiglio e un’udienza cui hanno partecipato, ovviamente, anche il papà e la mamma di Martina, Bruno Rossi e Franca Murialdo: è grazie alla loro caparbietà che le indagini sulla morte della studentessa sono state riprese in Italia, ed è sempre grazie a loro che il faro su quanto accaduto a Martina non si è mai spento, portando anche a una petizione per chiedere giustizia (e l’annullamento dell’assoluzione) che ha raccolto oltre 80.000 firme.

Toti: «Giustizia venga fatta al più presto»

Dell'annullamento delle assoluzioni ha parlato anche il presidente della Regione, Giovanni Toti, su Facebok.

«Tornano sotto processo in appello bis i due ragazzi accusati per la morte di Martina Rossi, la studentessa genovese che ha perso la vita a soli 20 anni dopo essere precipitata da un terrazzo a Palma di Maiorca - ha scritto - Adesso ci auguriamo che venga fatta giustizia al più presto, per Martina e per i suoi genitori che si sono da subito battuti per la verità. A loro va il mio personale abbraccio».

I camalli genovesi si schierano per Martina Rossi: "Giustizia sia fatta, lei voleva vivere"

Vanneschi e Albertoni erano stati condannati in primo grado a 6 anni per morte in conseguenza di altro reato e tentata violenza sessuale: il pubblico ministero ha sempre sostenuto la tesi avanzata anche dai genitori di Martina, e cioè che la ragazza stesse scappando dai due giovani e che, visto che la porta della stanza era chiusa, abbia tentato di mettersi in salvo scavalcando il balcone della stanza per raggiungere quello della sua, perdendo l'equilibrio e precipitando.

La condanna del 2018 era però stata annullata dopo che la Corte d’Appello di Firenze aveva prima dichiarato prescritto il reato di morte in conseguenza di altro reato, e poi nel giugno 2020 aveva assolto Vanneschi e Albertoni dal reato di tentata violenza sessuale perché “il fatto non sussiste”, dichiarando però che “un’aggressione di carattere sessuale non può neppure del tutto escludersi”. Adesso la Cassazione ha stabilito che il processo in appello va rifatto.

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