Cronaca

Trans trovata morta in casa, proseguono le indagini: le ipotesi degli inquirenti

Nessun segno di violenza sul corpo di Jorge Arturo Romero Gurimendi, transessuale 34enne conosciuta con il nome di "Carolina" trovato dalla polizia nel suo letto. Ma l'ipotesi delitto non si può ancora escludere

Resta ancora avvolta nel mistero la morte di Jorge Arturo Romero Gurimendi, 34 anni, transessuale di origini ecuadoriane che nella serata di martedì è stata trovata senza vita nel suo appartamento di via del Cipresso, nel quartiere genovese del Lagaccio. Pur non essendo stati trovati, durante l’esame preliminare sul posto, segni di violenza che lascino pensare a un delitto, per gli inquirenti è infatti ancora troppo presto per scartare l’ipotesi, e a fare chiarezza servirà unicamente l’autopsia, che verrà effettuata al più tardi domani mattina.

Il corpo di Gurimendi, conosciuta nell’ambiente della prostituzione con il nome di “Carolina”, è stata scoperta dagli agenti delle Volanti della questura nella tarda serata di martedì, dopo che la sorella, che attualmente vive negli Stati Uniti, ha telefonato preoccupata chiedendo di andare a controllare: troppi i giorni trascorsi senza sentirla, un timore che alla fine si è rivelato fondato. Una volta arrivati davanti all’appartamento, i poliziotti hanno immediatamente avvertito un forte odore che li ha spinti a buttare giù la porta, ed entrati in camera da letto hanno trovato il corpo della 34enne sotto le coperte, vestito con una tuta da casa, una sostanza rossastra, quasi certamente sangue, che sembrava essere fuoriuscita dalla bocca.

Le indagini sono partite subito, con l’arrivo sul posto della Scientifica e del medico legale, che a un primo esame non ha trovato alcuna ferita né segno di colluttazione. L’illuminazione, però, era scarsa, e il corpo in avanzato stato di decomposizione: l’unica cosa che si è potuta stabilire è un sommario orario della morte, fatta risalire ad almeno 72 ore prima del ritrovamento. Anche l’appartamento non ha rivelato indizi significativi: pur in disordine, non presentava segni di lotta, mobili spostati o danneggiati, e nessuna arma o oggetto contundente è stato ritrovato dagli esperti. La porta risultava chiusa, anche se senza mandata, e sul comodino accanto al letto campeggiava il portafoglio della 34enne, con documenti e denaro al suo interno.

Che cosa è successo, dunque, nell’appartamento al civico 3 di via del Cipresso? Per gli investigatori, al momento, l’ipotesi più probabile è che si sia trattato di un malore, tenuto conto anche del fatto che Gurimendi, già nota alle forze dell’ordine per piccoli reati, tra cui quello di ubriachezza molesta, consumava abitualmente droga. Ma per escludere con certezza la pista aggressione o delitto passionale è necessario attendere l’esito del referto del medico legale, che già nel pomeriggio dovrebbe fornire le prime indicazioni sulla causa della morte. 

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