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Cronaca

Morte del figlio di Clara Ceccarelli, giallo su eredità e bulli

Mauro Risone è arrivato al Galliera con segni compatibili con l’avvelenamento e lascia soldi e case

“Nessun parente si interessava a Mauro, soltanto un cugino”. É seduto sul divano Sergio, lo stesso su cui nel febbraio 2021 commentava la morte della figlia acquisita (era il compagno della madre): Clara Ceccarelli, massacrata nel suo negozio di via Colombo dall’ex Renato Scapusi, già condannato all’ergastolo. Sergio De Marco, 86, anni questa volta, però, parla a GenovaToday della morte del “nipote” Mauro Risone, 41 anni, deceduto lo scorso 12 luglio all’ospedale Galliera forse in seguito ad avvelenamento. Il forse è d’obbligo perché Mauro era diabetico e affetto da una malattia degenerativa ma di fatto arrivato all’ospedale con “l’esofago bruciato” e “ulcere allo stomaco causate da sostanze caustiche” come riportano i referti con una nota a margine di “sospetti episodi di bullismo”; qualcuno potrebbe avergli fatto bere sostanze tossiche. Per far luce sul caso, il pm Paola Crispo ha aperto un fascicolo per omicidio e chiesto l’autopsia. Il nonno, che ammette di essere stato interrogato due volte, esclude la morte violenta: “Quali bulli? Gli volevano bene tutti. Familiari che volessero l’eredità? Sono già tutti benestanti”. Eppure, sui bulli, proprio un cugino agli investigatori racconta che Mauro aveva avuto una violenta discussione verbale in corso Italia con dei ragazzi che lo avevano preso in giro dandogli del “mongoloide”. Mauro avrebbe voluto soltanto passare la serata in  compagnia in un noto locale ma loro non ne avevano voluto sapere. Sul fronte economico, invece, lo stesso cugino avrebbe fatto pressioni sull’avvocato tutore di Mauro per essere nominato lui stesso amministratore dei beni. Il legale racconta di aver ricevuto una telefonata dal cugino con la richiesta di subentragli per rispettare la volontà della Ceccarelli che non avrebbe voluto lasciare nulla ad altri parenti prossimi. Un’eredità cospicua secondo gli investigatori: il negozio nel centro città dove è stata uccisa Clara, cinque appartamenti tra Genova e Imperia, 130mila euro su un conto e una cassetta di sicurezza con gioielli e orologi. Tutto passato a Mauro dopo il femminicidio. Per chiarire il giallo intorno alla morte del figlio della Ceccarelli bisognerà aspettare i risultati dell’autopsia.

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