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«Ciao Bibi, salita in cielo troppo presto»: il dolore per la morte di Benedetta

Familiari e amici distrutti dopo il ritrovamento del corpo senza vita della studentessa 18enne, che da un anno si era costruita una nuova vita a Londra. Da dove si attendono risposte

«Ciao Bibi, ci hai lasciato troppo presto»: a poche ore dalla notizia della morte di Benedetta Podestà, la 18enne genovese trovata senza vita nel suo appartamento di Londra, i familiari e gli amici si stringono nel dolore e tentano di trovare un senso a una tragedia tanto improvvisa quanto inspiegabile.

“Bibi”, così era conosciuta e amata dalla mamma, Tiziana Accardo, dal papà, Claudio Podestà, e dai tantissimi amici, si era trasferita a Londra poco meno di un anno fa, come tanti altri giovani decisi a trovare la propria strada nella vita. Nella capitale inglese aveva trovato prima un piccolo appartamento, e poi un lavoro come cameriera in un pub: era felice, Benedetta, entusiasta della nuova avventura e decisa a trarne il meglio. Un “angelo biondo”, così la descrivono gli amici sui social network, unico mezzo a disposizione per tenersi in contatto nonostante la distanza e oggi diventato il luogo in cui condividere il dolore, confrontarsi, tentare di trovare una spiegazione all’inspiegabile.

I genitori, distrutti dal dolore, adesso aspettano risposte: Benedetta, con cui si tenevano in contatto quotidianamente, dal 25 aprile aveva smesso di dare sue notizie, preoccupando la mamma, che ha fatto un giro di telefonate tra gli amici della figlia chiedendo che andassero a controllare. A trovare il corpo senza vita nell’appartamento, venerdì mattina, è stata proprio un’amica, che ha immediatamente dato l’allarme. 

L’ipotesi più probabile al momento è che si sia trattato di un malore. Stando a quando riportato da alcune agenzie, la giovane da qualche giorno non si era presentata al lavoro spiegando di non sentirsi bene. A chiarire quanto accaduto ora penseranno le autorità inglesi, che hanno già disposto gli accertamenti necessari per stabilire l’esatta causa della morte.

Nell’attesa chi le voleva bene la ricorda con affetto e nostalgia, stringendosi intorno ai genitori distrutti: la prima dedica arriva dal papà, che su Facebook ha condiviso l’Ave Maria di Luciano Pavarotti ricordando «Bibi, salita in cielo troppo presto».

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