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Martedì, 31 Gennaio 2023
Cronaca

Addio ad Anna Solaro, attrice e regista del Teatro dell'Ortica: aveva raccontato la malattia sui social

Proprio pochi giorni fa aveva ricevuto un premio per il suo laboratorio teatrale "Versi di cura": "Grazie, grazie di tutto. Immaginatemi mentre sto sorridendo" ha scritto commentando il riconoscimento, nel suo ultimo post

Il mondo della cultura genovese piange Anna Solaro, attrice, regista e formatrice del Teatro dell’Ortica, mancata nella notte tra domenica e lunedì. Lottava contro un cancro ai polmoni dal 2019.

A comunicare la triste notizia, la figlia Eugenia Bonomi: "Mamma Anna ci ha lasciati stanotte. Serenamente. Il rosario si svolgerà il 29 novembre presso la Basilica di Santa Maria Immacolata, in via Assarotti alle 17:30. Il funerale si svolgerà Mercoledì 30 novembre ore 11:30 presso la Basilica di Santa Maria Immacolata. Grazie per la vicinanza e l’affetto ricevuto. Grazie di cuore da me e babbo".

Di Anna Solaro si ricorda specialmente l'impegno con il Gruppo Teatrale Stranità, laboratorio sociale che la donna ha condotto per 20 anni collaborando con la Salute Mentale di Asl 3. La sua malattia non l'ha mai fermata, anzi, proprio pochi giorni fa aveva ricevuto il premio della rivista europea "Catarsi, Teatri delle diversità". Il riconoscimento era rivolto a lei, al Teatro dell'Ortica e specialmente al suo laboratorio teatrale "Versi di cura": "Certi riconoscimenti - ha scritto Solaro su Facebook, commentando la notizia nel suo ultimo post - hanno la possibilità di aiutarsi a riconoscersi e a portare cambiamento culturale. Concretamente. La mia terapia oggi è diversa, la relazione con la mia oncologa è diversa. So per certo che i miei compagni di viaggio, pazienti, sanitari, familiari sono portatori di cambiamento e di sogno. Una medicina migliore, l’accesso equo alle cure, al centro la persona al di là della malattia. Io sarò attaccata alla flebo con questo riconoscimento. Una grande opportunità. E lì sotto ci sarà anche il mio Teatro (mi sento di poterlo dire) che non si è mai tirato indietro, non ha avuto paura e ha sempre lavorato sui margini per edificare territori possibili. Grazie, grazie di tutto. Immaginatemi mentre sto sorridendo".

Oltre ai laboratori, Anna Solaro negli ultimi anni aveva scelto di raccontare la sua malattia su Facebook, nella speranza di sensibilizzare pubblico ed istituzioni sulla vita dei pazienti oncologici: "Il cancro necessita di cura e di umanità - aveva scritto ad agosto -. Di terapie garantite. Necessita di amore e non di odio. Di verità e di nessun nascondimento o vergogna. Necessita di una sanità garantita, pubblica che non esiste".

E ancora, a luglio: "Durante la pandemia mi sono fatta tre tac privatamente (senza mezzo di contrasto costano meno) perché in ospedale non ne avevo la possibilità. Sono fortunata perchè me le sono potuta pagare. Altri, i più , quella possibilità non l’avevano. Ho atteso più di un mese e mezzo per accedere alla radio terapia panencefalica. Adesso sono in attesa di ricovero per cominciare la terapia (terza linea) un protocollo sperimentale che necessita, imprescindibilmente di un posto letto. Avrei dovuto entrare stamattina ma sono 'in gara' con un’altra paziente come me che non sta bene. E che necessita di tempi di cura. Lunedì andrò e vedrò se riuscirò ad entrare o meno. Ho parlato con l’infermiera che si è presa la briga di darmi tutte le comunicazioni del caso, esponendosi, per abitudine a tutte le rabbie e le delusioni di chi non è sicuro di poter accedere alla propria cura. Le ho risposto che spero tanto che quella donna stia meglio. Me lo auguro per lei e per me. Perché non si può scatenare una guerra tra poveri. Non me la posso prendere con chi sta male come me o con un’infermiera che è abituata ormai a dire, mortificatissima sempre le stesse cose. Gli operatori sanitari si danno un gran da fare e quelli che non ce la fanno più è perché sono in carenza di organico e perché non hanno strumenti. Io mi sono spesa e mi spenderò fino all’ultimo sull’umanità della cura. Ma qui manca il posto. Non c’è nessuna eccellenza. Il mio ricovero sarà senza la possibilità di visita dei parenti. E anche tutto questo passa sotto silenzio. Siamo in mezzo ad un’altra variante. La solitudine di un ricovero non è glamour. Tutto questo non è stato messo su carta patinata. Eppure le storie sono queste. La mia fra migliaia. Ma come sempre la storia, la verità della storia non viene mai scritta".

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