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Cronaca

Boom di casi di morbillo in carcere, ma anche covid e scabbia: l'emergenza

Fabio Pagani, Uilpa Polizia Penitenziaria, denuncia i problemi a Marassi: "Spazi per l'isolamento terminati, serve un nuovo carcere a Savona, ma tutto è fermo da tempo"

Dilaga il morbillo nel carcere di Marassi. A denunciare una situazione sempre più complicata, e la mancanza di spazi per l'isolamento, è Fabio Pagani, segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria: "Fino a venerdì 7 giugno erano dodici i detenuti con il morbillo - afferma -  ma potrebbero estendersi. Temiamo che i casi accertati siano la punta dell’iceberg, perché i detenuti tendono a nasconderli per evitare l’isolamento sanitario e le chiusure dalle attività. Inoltre abbiamo saputo che ci sono altri due isolati, uno per covid e uno per scabbia e non ci sono più spazi dedicati perché sono stati tutti occupati". 

Pagani propone soluzioni a lungo termine: "Da moltissimo tempo si parla di costruire un carcere a Savona, che darebbe grosso supporto alle carceri liguri in sofferenza, tutto però viene sistematicamente rimandato. In compenso l’Italia è già all’opera per realizzarne uno entro un mese in Albania".

"Siamo molto preoccupati per quanto sta avvenendo a Marassi - continua Pagani -, abbiamo chiesto urgentissime misure di prevenzione e profilassi e la dotazione di idonei e sufficienti dispositivi di protezione individuale per i poliziotti penitenziari. Il provveditore ha bloccato qualsivoglia traduzione di detenuti  in ingresso a Marassi e in uscita. Serve un nuovo carcere a Savona in tempi certi e ravvicinati. Forse il parallelismo con l’Albania potrebbe risultare ardito, atteso che lì il penitenziario si realizzerà con moduli prefabbricati, ma in Liguria  sono almeno dieci  anni che si aspetta. Non c'è giustificazione che tenga".

E poi la conclusione: "A Marassi ci sono 700 detenuti su una capienza di 450 - spiega ancora il segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria -, ed enormi difficoltà di isolare i detenuti per problemi di spazio e il rischio di proteste. Al Ministro Nordio e all’esecutivo Meloni, anziché fantasticare sul riutilizzo di vecchie caserme, chiediamo di mettere in campo un programma per la sanificazione e la messa in sicurezza degli edifici esistenti, dove possibile, o la riedificazione di nuovi penitenziari".

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