Cronaca Sampierdarena / Via Walter Fillak

Morandi, la richiesta dei residenti della zona arancione: «Indennità tra i 23 e i 25mila euro»

Gli abitanti e i commercianti delle zone non direttamente coinvolte nel crollo, ma pesantemente danneggiate soprattutto dalle modifiche alla viabilità, alzano la voce

Aiutate anche gli abitanti della zona arancione: è l’appello che arriva dai residenti delle zone non direttamente coinvolte nel crollo del ponte Morandi, ma che ogni giorno subiscono pesanti disagi e danni economici a causa della tragedia e delle modifiche alla viabilità.

I residenti e i commercianti della zona arancione si sono già riuniti in un comitato che da settembre si sta attivando attraverso incontri, riunioni e confronti per chiedere aiuti concreti alle istituzioni. Certosa, Teglia, Bolzaneto, Pontedecimo, Borzoli, Sestri Ponente, Campasso, Sampierdarena e Campi i quartieri che il comitato ha inserito nell’area arancione, zone toccate dal crollo in maniera diretta o indiretta sia dal punto di vista economico sia per quanto riguarda la qualità della vita che per il comitato «meritano un giusto risarcimento».

Della questione si è occupato anche il Coordinamento Ligure Consumatori e Utenti, che raccoglie le associazioni liguri dei consumatori e che insieme con gli abitanti della zona arancione ha scritto una lettera aperta alle istituzioni nazionali e locali per chiedere il riconoscimento di un risarcimento annuo sino a quando la situazione a Genova non sarebbero tornata alla normalità.

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«Abbiamo chiesto un’indennità da stabilire tra i 23 e i 25 mila euro ad appartamento per questi cittadini, che si ritrovano nella situazione di non poter vendere, affittare o ipotecare la propria casa a causa del crollo di Ponte Morandi», hanno spiegato l’avvocato Rosanna Stifano di Assoutenti e Stefano Salvetti di Adiconsum, presidente del Coordinamento ligure, aggiungendo che «gli sfollati temporanei dei civici 1, 2 e 3 di Via Porro, così come gli abitanti di via Capello, del Campasso, di via Fillak 35, di via Campi, ai civici 1A , 2, 3, 15, 13, 13A ,11, 7,  si trovano a dover affrontare anni di incertezza e cantiere, grandissimi problemi di mobilità, senza che sia finora garantita loro alcuna forma di indennità». Il riferimento è agli abitanti degli edifici che si trovano ai margini della zona rossa, che dopo l’iniziale evacuazione e la riperimetrazione dell’area a rischio hanno potuto fare ritorno alle loro case, subendo però gran parte dei disagi legati al traffico.

La lettera aperta è stata inviata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e al viceministro Edoardo Rixi, così come al sindaco Marco Bucci e all’assessore allo Sviluppo Economico, Pietro Piciocchi. A gettare ulteriore benzina sul fuoco, l’intervento di demolizione dei muretti che dividono le case al piano terra portato a termine martedì mattina tra i civici 3 e 5 di via Porro.

«L’intervento avrebbe dovuto essere preceduto da un provvedimento ufficiale o quanto meno da una comunicazione - proseguono gli avvocati - Quanto accaduto dimostra l’importanza di vigilare su quanto accade e accadrà nell’area di cantiere».

«Noi della zona di interferenza siamo uniti», ha detto Fabrizio Belotti, portavoce degli abitanti - Le istituzioni locali, il comitato e le associazioni dei consumatori ci sono vicini e ci hanno aiutato a portare avanti le nostre richieste. Ma se da Roma non arriveranno risposte positive, siamo pronti a scendere in strada». Martedì sera l’assessore Piciocchi ha incontrato i residenti della zona arancione proprio per discutere delle problematiche che li affliggono.

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