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Morandi, sopravvissuti parti offese nel processo: «Come reduci di guerra»

Sono quindici i nomi che il pm Massimo Terrile ha inserito nell’elenco delle persone offese

Sopravvissuti al ponte Morandi con traumi paragonabili ai reduci di guerra. Lo dicono lo psichiatra forense e la psicoterapeuta che hanno valutato gli effetti che la tragedia del 14 agosto 2018 ha avuto su chi vi ha assistito in prima persona, osservandola in diretta con i propri occhi e salvandosi per miracolo. 

«I sopravvissuti al crollo del Ponte Morandi hanno subìto effetti simili a quelli sperimentati dai reduci di guerra», hanno spiegato gli esperti nella relazione presentata in procura, che ha convinto il pubblico ministero Massimo Terrile a inserire una quindicina di persone nell’elenco delle persone offese alla luce del trauma non fisico, ma psicologico. 

Anche a loro, quindi, spetterebbe la richiesta di risarcimento danni, e potranno partecipare al secondo incidente probatorio richiesto nei giorni scorsi. La sindrome da cui sono affetti è definita dagli specialisti da «ricordo intrusivo», tipico del disturbo post traumatico da stress che accomuna molte persone che sono scampate alla guerra: rivivendo in continuazione il momento del crollo e la sensazione del vuoto di fronte a sé, la loro quotidianità subisce pesanti ripercussioni.

Molti sopravvissuti al crollo avevano potuto contare, nelle ore e nei giorni successivi alla tragedia, su un supporto psicologico fornito da professionisti che si erano messi a disposizione proprio consapevoli delle ripercussioni che quei drammatici momenti avrebbero avuto anche in un futuro distante.

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