Cronaca Sampierdarena / Via Enrico Porro

Sfollati, finito il primo giro di rientri si prepara il secondo (con incognita meteo)

Terminati i primi accessi in zona rossa per il recupero degli oggetti personali. Il Comune è pronto a ripartire, ma le previsioni non sono incoraggianti

Nel giorno in cui è arrivato il via libera alla ripresa delle attività per le a ziende che si trovano nel lato ovest della zona rossa, dall’altro lato del Polcevera si avvia al termine il primo giro di recuperi degli oggetti personali nelle abitazioni di chi ha dovuto lasciare la propria casa in seguito al crollo del ponte Morandi.

Le operazioni, interamente coordinate dai Vigili del fuoco in accordo con la Protezione Civile, erano iniziate lo scorso 21 ottobre, e sono andate avanti sino a quando tutti i residenti dei palazzi evacuati non sono riusciti a rientrare negli appartamenti “congelati” dal 14 agosto e recuperare i loro oggetti personali: due ore e due persone per ogni nucleo familiare, accompagnate da tre vigili del fuoco, una gru a disposizione per ogni palazzo per trasportare gli oggetti dalle finestre.

Obiettivo, recuperare quanti più oggetti di prima necessità e ricordi possibile, con la speranza di poter rientrare una seconda volta (se non una terza) per prendere anche ciò che si era stati costretti a lasciare indietro per questioni di spazio e tempo, o che era passato di mente nell’agitazione del momento.

Alla fine anche i secondi accessi sono stati garantiti: le operazioni avrebbero potuto partire già giovedì mattina, senza interruzioni, ma l’ondata di maltempo che ha colpito la città ha causato una battuta d’arresto. Probabile, infatti, l’emissione di un’allerta anche per i prossimi giorni, eventualità che ha spinto Vigili del fuoco e Protezione Civile a posticipare il secondo giro di rientri. 

«I recuperi sono proseguiti tutto sommato senza grandi intoppi, eccezion fatta per il meteo: nei giorni di allerta ci dobbiamo fermare - conferma Sergio Gambino, consigliere delegato alla Protezione Civile - Appena le previsioni lo consentiranno inizieremo subito a rientrare nei palazzi con le stesse modalità dei primi accessi. I residenti potranno portare via tutto ciò che sta nella cesta della gru e che può essere portato via a mano». Attenzione particolare viene riservata agli elettrodomestici, frigoriferi in primis: possono essere trasportati soltanto quelli vuoti, anche alla luce di un incidente che si è verificato con un frigo rimasto con del cibo all'interno che, una volta sul furgone, si è aperto rovesciando all'esterno insetti che hanno richiesto una sterilizzazione degli spazi in cui gli oggetti personali vengono custoditi.

Mobili e altri effetti peronsabili vengono infatti trasportati con i furgoni al Bic di Campi (dove sono a disposizione oltre 200 stalli, uno per appartamento) o, in caso di richiesta, nei magazzini, box o appartamenti vicini alla zona rossa indicati dai proprietari: «Vogliamo semplificare il più possibile i recuperi - conferma ancora Gambino - A chi ha trovato una sistemazione per gli oggetti nei pressi della zona rossa li recapiteremo a domicilio, in caso contrario verranno portati a Bic. Inizialmente abbiamo avuto qualche problema di spazio, perché in alcuni casi sono stati recuperati anche mobili oppure oggetti molto ingombranti, ma a oggi il 70% degli effetti personali sono stati già provati via dai proprietari». Ai residenti della zona rossa resta inoltre l'incombenza di riportare le scatole già fornite in prima battuta, consegnate per essere conservate e riutilizzate in eventuali ulteriori rientri: alcuni se ne sono liberati, convinti che gliene sarebbero state fornite di nuove, altri hanno lasciato gli oggetti al loro interno, al Bic, occupando oltretutto gli stalli e rallentando le operazioni. 

Il meteo - come spesso accade in una città come Genova - resta comunque il più agguerrito "nemico" dei residenti della zona rossa, che con l'arrivo dell'autunno hanno iniziato a scrutare il cielo con sguardi sempre più incerti, consapevoli del fatto che pioggia e vento possono determinare stop anche significativi al loro ritorno, per quanto possibile, alla normalità: «Noi siamo pronti a partire - rassicura Gambino - lavoriamo anche sabato e domenica, e non appena il meteo ce lo consente riprenderemo le operazioni».

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