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Traffico post Morandi, disagi nelle mense scolastiche: «Ritardi sino a due ore per i pasti»

La denuncia della Rete Commissioni Mensa: in una scuola d'infanzia del centro i bambini sono usciti senza pranzare e segnati assenti in mensa per il ritardo nella consegna. E scattano le richieste di rimborso

La rivoluzione alla viabilità cittadina sta causando disagi non soltanto ai residenti del ponente e della Valpolcevera, ma anche agli alunni di molte scuole che si appoggiano a centri di cottura esterni per il servizio mensa e che spesso sono costretti a pranzare in ritardo, nel peggiore dei casi a non mangiare proprio.

La denuncia arriva dalla Rete Commissioni Mensa, che ha invitato i genitori a tenere segnalare eventuali ritardi e disservizi e a compilare i moduli per la richiesta di rimborso nei confronti del Comune: «L’anno inizia in salita sopratutto per il centro e la Valbisagno. Abbiamo saputo di ritardi sino a due ore, con bambini usciti digiuni dall’asilo e segnati come assenti in mensa». 

Il riferimento è a una scuola per l’infanzia del Municipio Centro Est, che (come accade per il Municipio Centro Ovest e per il Medio Ponente) riceve i pasti preparati in un centro cottura di via Chiaravagna, a Sestri Ponente: una delle zone più problematiche dal punto di vista del traffico post crollo del ponte Morandi, con decine di veicoli che ogni giorno restano incolonnati per cercare di raggiungere il centro e viceversa.

I ritardi denunciati dai genitori in diverse strutture del centro e della bassa Valpolcevera vanno dalla mezz’ora alle due ore (nel caso limite citato dalla Rete Commissioni Mensa). Che più che sul fisiologico disagio causato dal crollo del ponte, che tutta la città deve affrontare, punta il dito contro una generale organizzazione inadeguata del servizio mensa e il personale ridotto all’osso: «I ritardi in mensa sono cronici - conferma Sabina Calogero della Rete Commissioni Mensa - Licenzia oggi, non riassumi domani, il risultato lo pagano le famiglie».

Alla luce dei disagi già segnalati, la Rete ha invitato i genitori ad accertare se i ritardi in mensa superano i 15 minuti, soglia oltre cui scattano i rimborsi: «Chiedete anche cos'hanno mangiato e confrontate con il menu: se il pasto scorta, che il Comune sta implementando, viene utilizzato più di una volta ogni sei settimane, i genitori hanno diritto di pagare il pasto la metà». 

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