Ponte Morandi, esposto alla Corte dei Conti: «Anomalie nell'assegnazione dei lavori»

Una sessantina di professionisti, coordinati dal professor Enzo Siviero, hanno firmato il documento sottolineando anche che il costo del ponte sarebbe stato dimezzato se si fosse costruito su quanto resta

Una cinquantina tra ingegneri, architetti, docenti universitari e liberi professionisti di Genova e di diverse altre città italiane hanno depositato un esposto alla Corte dei Conti della Liguria per contestare le modalità di decisione e affidamento dei lavori per la demolizione e la ricostruzione del ponte Morandi.

A coordinare l’iniziativa è il professor Enzo Siviero, ingegnere padovano esperto di ponti e per diversi anni docente allo Iuav di Venezia. Siviero, lo ricordiamo, ad agosto aveva esposto la tesi su un crollo pilotato del Morandi parlando di cariche esplosive piazzate ad hoc, e in seguito aveva scritto al presidente dell’Anac, Raffalele Cantone, al procuratore capo Francesco Cozzi e al sindaco-commissario Marco Bucci per esprimere i suoi dubbi sulla procedure di assegnazione. In particolare, le proteste riguardano l’affidamento della demolizione senza gara o procedura concorrenziale a evidenza pubblica, scelta che però, va ricordato, era stata concessa dal governo nel decreto Genova al commissario straordinario proprio per velocizzare e facilitare le procedure.

I firmatari dell’esposto si schierano apertamente contro la decisione di demolire interamente il viadotto e di ricostruirlo, che non avrebbe una giustificazione tecnica e causerebbe un grave danno erariale: «La demolizione integrale dell'opera e della sua totale ricostruzione non appare razionale né sufficientemente motivata - scrivono nell’esposto - in quanto costituirebbe una perdita irreversibile per il patrimonio pubblico, oltre a comportare un produzione di un ingente volume di detriti». 

Anche il costo delle operazioni viene evidenziato, come già aveva fatto Siviero nella sua prima lettera: un prezzo d’appalto ben superiore a quello del mercato, sottolineano i firmatari dell’esposto presentato alla procura contabile. I 220 milioni di euro totali di lavori potrebbero essere più che dimezzati ricostruendo la sola parte crollata e consolidando quella esistente: «Il costo, in base ai costi correnti di mercato, è stimabile tra i 70 ed i 90 milioni - scrivono i professionisti - con un tempo di esecuzione inferiore ai 12 mesi».

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