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Nuovo ponte, un collegio di esperti per valutare i progetti

Il commissario Marco Bucci ha nominato 7 tra architetti, ingegneri e docenti universitari per passare al vaglio le proposte consegnate e scegliere la più adatta. Da Codacons quella di costruire su quanto resta del Morandi

Consegnati formalmente tutti i progetti al Matitone, per la struttura commissariale coordinata dal sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci è arrivato il momento di valutare le proposte che le aziende - singole o in cordata, come per esempio Fincantieri, Impregilo e Gruppo Italferr - hanno avanzato per ottenere i lavori per la demolizione di quanto resta del Morandi e la costruzione di un nuovo viadotto sul Polcevera.

Proprio per stabilire quale progetto meglio si adatta alle esigenze della città, il commissario ha deciso di nominare un collegio esterno composto da 7 esperti incaricati di coadiuvare la struttura commissariale nella valutazione. Il collegio conta su ingegneri, architetti e docenti universitari di diversi atenei italiani; i membri genovesi sono l’ingegnere Stefano Pinasco, direttore alle Infrastrutture e alla Difesa del suolo del Comune di Genova; l’architetto Enrico Bona, docente dell’Università di Genova; e Sergio Scanavino, segretario dell’Istituto italiano di saldatura di Genova. Gli altri membri del collegio sono: 

- Ingegnere Gianni Bortoli, docente Università di Firenze

- Ingegnere Pietro Croce, docente Università di Pisa

- Ingegnere Diego Carlo Lo Presti, docente Università di Pisa

- Ingegnere Mario Manassero, docente Politecnico di Torino

Il decreto con cui il sindaco ha comunicato l’istituzione del collegio prevede anche che i membri svolgeranno la loro attività a titolo gratuito, con l’accezione del rimborso spese, e che alle riunioni potranno assistere in qualità di testimoni i due subcommissari o persone da loro delegate.

Codacons, consegnato progetto per ricostruire su ciò che resta del Morandi

Bucci ha confermato che i progetti verranno valutati in questi giorni e che il verdetto è atteso a breve. Il Codacons, intanto, ha comunicato di avere consegnato un progetto che prevede l’utilizzo delle parti del viadotto rimaste in piedi dopo il crollo, la stessa idea lanciata su Charge.org  dall'ex ingegnere di Società Autostrade Gabriele Camomilla.

Il progetto dell’associazione si ripropone di ricongiungere le due parti del ponte rimaste in piedi ricostruendo unicamente la parte di viadotto crollata, mediante un ponte strallato, con impalcato a sezione mista, formato da due travi ad I di acciaio tralicciate e opportunamente diaframmate tra loro e soletta in cemento armato collaborante. Lo schema statico dell’impalcato del ponte strallato è quello di trave continua su appoggi elasticamente cedevoli, costituiti dagli stralli. L’impalcato è inoltre appoggiato su una stilata a V (che divide il ponte strallato in due parti), incastrato su spalla e appoggiato alle estremità opposte esistenti.

Nell’idea del Codacons, il nuovo ponte dedicato alle vittime della tragedia di Genova garantirà «piena sicurezza ai cittadini» grazie all’adeguamento dei circa 700 metri di struttura ancora intatta, e potrà essere realizzato in tempi brevi, «con risorse economiche inferiori per lo Stato e senza le difficoltà tecniche che presenta una demolizione totale del viadotto».

L’idea avrebbe riscosso, stando al sondaggio online di Codacons, il benestare del 66% dei genovesi.

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