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Lunedì, 24 Giugno 2024
La perizia di parte

Ponte Morandi: per i periti di Aspi la causa del crollo è il 'difetto nascosto'

Non c'entrano, secondo i periti di parte, i mancati interventi di manutenzione del viadotto. "Crollo imprevisto e imprevedibile"

La causa del crollo del ponte Morandi? Il difetto nascosto. A scriverlo sono i consulenti tecnici incaricati da Aspi nel processo che vede 68 imputati per omicidio colposo plurimo, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, falso e omicidio stradale, tra questi l'ex ad di Atlantia Giovanni Castellucci, per il crollo del 14 agosto 2018 che ha provocato la morte di 43 persone. Lo scrivono i tecnici di Aspi nella relazione da oltre 1400 pagine, imputando al difetto la causa: "Risulta tecnicamente evidente che la causa del crollo sia una e una sola, ben identificata anche dalla Perizia nel 'difetto nascosto' e rimasto occulto, presente 'ab origine' nello strallo lato mare lato Genova della pila 9". 

Non c'entrano quindi, secondo i periti di parte, i mancati interventi di manutenzione del viadotto, come sostiene la procura, e come ha mostrato Ivan Bixio, il colonnello della guardia di finanza che ha condotto le indagini sul crollo dal lato economico e finanziario, che interrogato al processo aveva dichiarato che "per quanto riguarda le manutenzioni si è assistito a una decrescita che dal miliardo e mezzo speso nel 2010 passa ai 770 milioni nel 2018 quando, tra il 2012 e il 2017, invece, le altre concessionarie del settore autostradale aumentano i costi di produzione passando da 2 miliardi e 870 milioni a circa 3 miliardi 5 anni dopo".

Inoltre, sempre secondo i tecnici di Aspi, "il crollo verificatasi il 14 Agosto 2018 sia stato del tutto imprevisto ed imprevedibile", conclusione smentita dall'ex consigliere di amministrazione di Aspi Giovanni Mion, che al processo ha ammesso di aver saputo dal 2010 di un rischio crollo del ponte Morandi.

L'ultima conclusione sa di beffa. A maggio del 2018 infatti, Autostrade per l'Italia aveva pubblicato un bando per un progetto di intervento per retrofit del ponte Morandi. La gara non è mai partita e i lavori non sono mai stati realizzati. Le pile interessate sarebbero state la 9, che ha causato il crollo, e la 10. Per i tecnici: "il progetto di intervento per retrofit del viadotto, cautelativamente, è stato sviluppato e programmato con ampio anticipo rispetto ad una sua necessità ingegneristica, quando ancora, sulla base di quanto noto e tecnicamente prevedibile, la struttura manteneva ampissimi margini di sicurezza".

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