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Ingegnere sentito in Procura: «Sul Morandi degrado dagli anni Novanta»

I magistrati hanno interrogato Fabio Brancaleoni, professore di ingegneria a Roma, il cui nome non figura nella lista degli indagati. Il faccia e faccia è durato quasi sei ore

Interrogatorio fiume ieri in procura a Genova per Fabio Brancaleoni, professore di ingegneria a Roma, sentito come teste così come Assunta Luisa Perrotti, capo del Dipartimento Infrastrutture, nell'ambito dell'inchiesta sul crollo di ponte Morandi.

Fra il 2015 e il 2016 Brancaleoni e il suo studio svolsero una consulenza, commissionata da Autostrade, sullo stato degli stralli in vista di un loro rinforzo. «Dalle indagini fatte a suo tempo, lo stato di degrado della pila 10 era inferiore alla 11 e quello del 9 ancora inferiore. Noi non avevamo elementi per dire che il ponte andava chiuso».

Di fronte ai magistrati, l'ingegnere ha detto che sul viadotto c'era uno stato di degrado dagli anni Novanta. Dopo la consulenza ad Autostrade, Brancaleone non ha mai avuto modo di vedere il progetto di Aspi/Spea e la collaborazione si interruppe. Fino a dopo il crollo del ponte quando l'esperto è stato contattato da Aspi per fare parte di un gruppo di indagine interna, ma decise di rinunciare.

Nessuna dichiarazione invece da parte di Assunta Luisa Perrotti.

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Meglio un nuovo ponte fatto da Autostrade in tempi brevi o aspettare di più ma tenere la società fuori dalla ricostruzione?

Dopo il crollo di ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, provocando 43 vittime, ci si interroga su chi dovrà occuparsi di costruire il nuovo ponte



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